Per conoscere davvero il mare, bisogna prima conoscere la propria anima e il proprio cuore». In questa frase c’è l’essenza di Enzo Maiorca, il siracusano che ha segnato un’epoca e riscritto il limite delle immersioni subacquee in apnea, abbattendo più volte il record mondiale. Stamattina Maiorca ha varcato l’ultima soglia, al culmine di una vita densa di interessi e con un amore sviscerato per il mare. Maiorca ha lasciato il mondo a 85 anni, nella “sua” Siracusa; come avviene quando muore un poeta, per migrare altrove, alla scoperta di nuovi confini. La sua resta comunque nun’esistenza irripetibile. La sua prima maschera da sub fu una protezione antigas, che era stata riciclata nel periodo post-bellico.
Quel ragazzo cresciuto a pane e mare aveva coraggio e non ci volle molto a dimostrarlo. Per lui abbattere ogni limite umano e scavare un solco nella storia delle immersioni sono state le cose più naturali del mondo. La carriera di Enzo è stata costellata dai record: in assetto variabile partì da -45 metri, nel 1960, e si migliorò per 17 volte, l’ultima nel 1988, quando arrivò a toccare uno stupefacente -101 alla veneranda età (almeno per un essere umano sottoposto a uno sforzo così intenso) di 57 anni. In assetto costante restano scolpiti nella storia di questa disciplina i -55 metri del 1979. «Il mare è stata la mia seconda casa – andava ripetendo, con orgoglio e nostalgia – io gli sono grato». Dopo avere abbandonato la pratica agonistica, Maiorca ha sposato l’impegno ambientalista, che è divenuto nel tempo la sua nuova passione, difesa anche da senatore fra il 1994 e il ’96, in una legislatura monca. Poi divenne l’ispiratore del cartello di associazioni “Sos Siracusa”, che si batte per la tutela delle zone archeologiche, ma anche del paesaggio, marino e non.
Il Mattino
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