A Salerno l'era De Luca non tramonta mai. Ora si punta sul suo braccio destro

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Il regno ventennale dell’ex primo cittadino diventato governatore continua, di nuovo per interposta persona. Il Pd punta su Vincenzo Napoli, vicesindaco e un tempo craxiano. E come nel 2011 il simbolo del Pd non ci sarà: i candidati saranno in due liste civiche. E a sostegno, manco a dirlo, anche i verdiniani. Ma non solo: la città è tappezzata di manifesti della Regione che annunciano l’arrivo di un miliardo di euro di fondi europei per aeroporto, università, metropolitana, palasport. Manifesti dello stesso colore e con gli stessi caratteri tipografici dei volantini del partito.Il quattro volte sindaco Vincenzo De Luca stavolta non c’è, ma è come se ci fosse, anzi non se ne è mai andato. Cinque anni dopo la sua ultima elezione, De Luca cerca la riconferma a Salerno per interposta persona. Come fece nel 2001 quando, costretto a uno stop per raggiunto limite dei due mandati e nel frattempo eletto in Parlamento, candidò al Comune l’ex capo della segreteria politica Mario De Biase. Costui fu una prolunga di De Luca, un esecutore di decisioni prese altrove. Quindici anni dopo il nastro si riavvolge al punto di partenza: non potendo De Luca fare contemporaneamente il sindaco e il governatore della Campania, il candidato è l’ex capo della segreteria politica di De Luca al Municipio di Salerno, Vincenzo Napoli.

Vicesindaco uscente per aver traghettato l’amministrazione dopo la decadenza di De Luca, Napoli è sostenuto da sei liste. Tra le quali, come nel 2011, non c’è il Pd. Una scelta politica precisa e stranamente mai contestata dai vertici nazionali e regionali del partito, quella del Pd che accetta di annullarsi e di confluire nelle due civiche di riferimento di De Luca, Progressisti per Salerno (la lista storica delle comunali) e Campania Libera (usata una volta alle Comunali e due volte alle Regionali). Però Nicola Landolfi, il segretario del Pd di Salerno, si candida al consiglio comunale. Ma non qui: a Battipaglia, che ora è diventata la capitale degli impresentabili. Misteri del deluchismo. I dem salernitani non discutono. Obbediscono. A De Luca.

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