Avevano distratto fondi dalla Polverino carni per agevolare il clan: il Riesame conferma il sequestro nei confronti dei familiari del boss

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Il tribunale del Riesame ha confermato il sequestro, del valore di un milione e 500 mila euro, nei confronti di alcuni esponenti della famiglia Polverino che avrebbero distratto fondi dalla società Polverino carni quando la stessa era in regime di amministrazione giudiziaria. La misura era stata disposta a carico di Vincenzo e Crescenzo Polverino e di altri familiari del super boss Giuseppe.

Le attività investigative, coordinate dal pubblico ministero Maria Di Mauro, hanno consentito di accertare che gli indagati, in concorso tra loro, erano entrati in possesso di incassi e di crediti percepiti nel periodo in cui la società era sottoposta ad amministrazione giudiziaria (a seguito di un precedente decreto di confisca disposto dal Tribunale di Napoli), determinando in tal modo un ammanco complessivo di liquidità pari ad un milione e 561 mila euro. Agli indagati, oltre ai reati di natura patrimoniale, viene contestata l’aggravante dell’articolo 416 bis, per aver commesso il fatto – secondo quanto ricostruito dagli inquirenti – in modo da agevolare il raggiungimento delle finalità illecite della compagine criminale capeggiata da Giuseppe Polverino.

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