Processo Pip, Cesaro e Bertini. Così distanti, così vicini: entrambi si sottraggono alle domande dei giudici. E i giornaletti di regime non riportano la notizia

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Luigi Cesaro e Mauro Bertini. Mauro Bertini e Luigi Cesaro. Uno è indagato per corruzione (inchiesta Pip), l’altro è rinviato a giudizio nell’ambito di un processo (voto di scambio) collegato all’inchiesta Pip. Uno è di Forza Italia, berlusconiano doc, l’altro è un sedicente comunista. Entrambi, che hanno professato e professano la loro innocenza a suon di interviste, hanno deciso di non rispondere ai giudici del tribunale Napoli nord e al pm Maria Di Mauro. Bertini, ex sindaco di Marano dal 1993 al 2006 e attualmente consigliere comunale, ha più volte puntato il dito contro chi, in ossequio al diritto di cronaca, ha pubblicato passi del verbale di interrogatorio in cui i fratelli Raffaele e Aniello Cesaro riferiscono di avergli consegnato 50 mila euro per ottenere dall’ex sindaco un allentamento della pressione politica esercitata dallo stesso nell’anno 2009.

La cosa più sconvolgente non è solo che due personaggi, in teoria agli antipodi, Bertini e Cesaro, non rispondano ai giudici avvalendosi della facoltà di non rispondere, ma che i giornaletti locali, giornali di regime, nemmeno riportino la notizia. Una vergogna, l’ennesima, di cui sono responsabili miserrimi personaggi che si aggirano in alcuni comuni della provincia di Napoli.

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