«Come può uno scoglio arginare un mare di illegalità?»: a Calvizzano la scuola diventa presidio di legalità

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Alla scuola Marco Polo un incontro con il prefetto Michele Di Bari, don Luigi Merola, la procuratrice aggiunta Maria Di Napoli e il sindaco Luciano Borrelli. Al centro del confronto con gli studenti il valore dello studio, dell’impegno e delle scelte giuste per costruire il proprio futuro.

Come può uno scoglio arginare un mare di illegalità? Da questa domanda, provocatoria e ricca di significato, ha preso le mosse il bel convegno che si è svolto a Calvizzano, presso l’istituto scolastico Marco Polo, alla presenza di studenti, insegnanti e rappresentanti delle istituzioni civili e giudiziarie.

Un momento di confronto e testimonianza che ha visto la partecipazione del prefetto di Napoli, Michele Di Bari, di don Luigi Merola, fondatore e anima della Fondazione ’A Voce d’ ’e Creature, della procuratrice aggiunta presso il Tribunale di Napoli Nord, Maria Di Napoli, del sindaco di Calvizzano, Luciano Borrelli, e della dirigente scolastica Francesca Schiattarella.

A dare particolare valore all’iniziativa sono state le testimonianze di don Luigi Merola e Maria Di Mauro, che hanno rivolto ai ragazzi un messaggio chiaro: investire nello studio, impegnarsi nella vita e coltivare le proprie passioni è la strada per costruire un futuro lontano dalle scorciatoie dell’illegalità.

«Lavorate, studiate, impegnatevi nella musica e nello sport»: un invito a non sprecare le proprie opportunità, a credere nelle proprie capacità e a trovare in attività sane e formative gli strumenti per crescere e affrontare le difficoltà.

Don Luigi Merola ha presentato anche due ragazzi cresciuti nella sua Fondazione, oggi diventati educatori. Una testimonianza concreta di come un percorso educativo possa trasformare le difficoltà in occasioni di riscatto e consentire a chi ha ricevuto aiuto di diventare, a propria volta, un punto di riferimento per gli altri.

Nel suo intervento, il sacerdote ha ricordato ai giovani che sbagliare fa parte della vita, ma che è fondamentale trovare la forza di riconoscere gli errori e cambiare strada.

«Gli sbagli ci saranno, tutti tentenniamo, tutti facciamo errori, ma abbiate la forza di capire che mettervi dalla parte dell’illegalità non conviene: porta alla morte o al carcere», il messaggio rivolto agli studenti. Parole forti, pensate per far comprendere ai ragazzi il peso delle proprie scelte e le conseguenze che possono derivarne.

Il convegno, organizzato dal Comune di Calvizzano, ha rappresentato un’importante occasione per rafforzare il dialogo tra istituzioni, scuola e territorio, nella consapevolezza che la cultura della legalità si costruisce soprattutto attraverso l’educazione e la vicinanza alle nuove generazioni.

Il sindaco Luciano Borrelli ha ringraziato tutti i presenti, le autorità civili e militari, gli ospiti e i rappresentanti della stampa che hanno contribuito alla realizzazione dell’iniziativa.

Particolarmente significativo anche il contributo degli alunni della Marco Polo, che hanno partecipato attivamente all’incontro leggendo poesie e donando disegni ai partecipanti. Gesti semplici, ma capaci di esprimere il coinvolgimento dei ragazzi e il senso di una giornata dedicata ai valori della convivenza civile.

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