Alla fine, come spesso accade, TerranostraNews ci aveva visto lungo.
La vicenda della scuola di San Rocco torna prepotentemente alla ribalta alla luce delle carte contenute nella relazione che ha accompagnato lo scioglimento del Comune. Una ricostruzione che mette in discussione alcune delle scelte e delle prospettive sostenute dalla precedente amministrazione e che, soprattutto, sembra confermare quanto sostenuto all’epoca da questo giornale e dai consiglieri Izzo e Savanelli.
Il punto di partenza è la ormai ex scuola di San Rocco (i ragazzi da tempo sono stati dirottati in scuole del centro). Nella relazione, i commissari che indagarono sul Comune evidenziano le criticità legate alla scelta di continuare a utilizzare una struttura che presentava profili di abusività e il cui contratto era stato già disdettato dalla precedente Commissione straordinaria.
Nonostante ciò, si arrivò successivamente a una procedura di sanatoria accelerata e a un cambio di destinazione d’uso temporaneo approvato in Consiglio comunale. Una scelta sulla quale Izzo e Savanelli votarono contro, distinguendosi per aver sollevato dubbi e perplessità sulla strada intrapresa.
All’epoca, però, la vicenda veniva raccontata anche in un altro modo. L’allora sindaco annunciò infatti che la nuova scuola sarebbe stata realizzata in futuro su un terreno individuato tra San Rocco e Castel Belvedere. Terreno da espropriare quando Marano aveva e ha terreni di sua proprietà.
Oggi, però, le carte dei commissari indicano un’altra direzione.
La nuova scuola, secondo quanto emerge dalla documentazione, dovrebbe essere realizzata sui terreni comunali di San Marco.
Ed è proprio questo il passaggio che riporta alla memoria le battaglie condotte all’epoca da TerranostraNews e dai consiglieri Izzo e Savanelli, che avevano indicato proprio i terreni comunali di San Marco come soluzione da prendere in considerazione, evitando di continuare a investire su una situazione caratterizzata da pesanti criticità.
Insomma, mentre qualcuno raccontava una strada, le carte sembrano oggi indicarne un’altra.
La relazione di scioglimento entra nel merito della vicenda con dovizia di particolari e ricostruisce passaggi, decisioni e criticità che meritano di essere riletti alla luce di quanto sta emergendo.
Resta quindi una domanda inevitabile: perché non si è scelto prima di seguire una soluzione che oggi viene nuovamente indicata come possibile dai commissari?
Una domanda politica, amministrativa e soprattutto di buon senso.
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