IN UNA SOLA SETTIMANA TRE SINDACI IN MANETTE E UNA RICHIESTA DI ARRESTO PER UN ALTRO. MA PIANTEDOSI VUOLE CAMBIARE LA LEGGE SUGLI SCIOGLIMENTI. UN VECCHIO PALLINO DI ALCUNI DEPUTATI PD PER DERESPONSABILIZZARE SINDACI E AMMINISTRATORI. CHE DELUSIONE, MINISTRO!

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Nell’ultima settimana, solo in Campania, hanno arrestato tre sindaci per mazzette. Per un altro, invece, pende una richiesta di arresto. Negli ultimi mesi, sempre in Campania, sono stati sciolti comuni dopo l’arresto di sindaci per collusione con la malavita e sono state inviate commissioni di accesso in altri municipi per indagare su possibili contatti tra amministratori, criminali e, soprattutto, loro faccendieri. E’ di due giorni fa la richiesta di arresto per il sindaco di Arienzo, Giuseppe Guida, per appalti truccati nei comuni e nelle Asl (indagine che vede coinvolto anche il consigliere comunale di Napoli, Grimaldi, già oggetto di misura cautelare a Giugliano)

La situazione nella pubblica amministrazione è quella che tutti gli addetti ai lavori conoscono: corruzione spaventosa e personaggi borderline, in molti enti, a dettare legge anche all’esterno di essi. Sono i cosiddetti colletti bianchi, tecnici che, anche attraverso la politica, curano interessi opachi nei territori.

Ci sono fiumi di dossier su tanti comuni. 150 pagine in due mesi a Giugliano, 450 pagine in tre mesi a Marano, centinaia di pagine per il comune di Pomigliano, dove pure il procuratore Gratteri ebbe da ridire su alcune frasi del sindaco in carica, entrando direttamente nella contesa. E poi c’è il caso Alfieri, il “re delle fritture” campane, le inchieste della magistratura ordinaria su tanti comuni dell’area nord di Napoli, con richieste di arresto formulate in passato per due ex sindaci di Giugliano, per un paio di dipendenti del comune di Marano, misure non convalidate dal gip, ma con processi che comunque si terranno.

Ebbene, non è bastato tutto questo. Ieri, a Caivano, il ministro dell’Interno Piantedosi, in merito allo scioglimento dei Comuni per infiltrazione camorristica, ha detto: “Stiamo riflettendo se sia sempre questa la soluzione giusta da adottare. Stiamo ragionando in prospettiva sulla possibilità di creare un terzo genere tra scioglimento e non scioglimento, utilizzando ovviamente le prefetture, magari mediante formule di affiancamento ai sindaci”. Parole pronunciate accanto alla presidente della commissione nazionale antimafia, Chiara Colosimo, e ad altri big di FdI.

Anziché rafforzare la legge sugli scioglimenti, dando maggiori poteri ai commissari (che non dovrebbero essere prefetti in pensione stanchi e demotivati); anziché prevedere inasprimento di sanzioni o provvedimenti disciplinari per dirigenti e funzionari rei di aver avallato pratiche illegali o caratterizzate da profili di illegittimità; anziché pensare di creare un corpo ad hoc, all’interno delle forze dell’ordine, capace di seguire le vicende amministrative degli enti (non sempre polizia, finanza e carabinieri hanno risorse, uomini e competenze per spulciare gli atti amministrativi), il ministro riporta in auge un vecchio tema tanto caro alla sinistra, soprattutto ad alcuni deputati Pd, che già anni orsono spinsero il governo a modificare la legge sulle interdittive antimafia. La legge è cambiata e in pochi lo sanno, anche se noi lo scrivemmo (e spesso) a suo tempo. Oggi esiste lo strumento del contraddittorio e dell’affiancamento delle prefetture alle aziende in odor di condizionamento mafioso. Piantedosi, in pratica, vorrebbe portare questa modalità anche nei comuni.

Il risultato? Sarà nefasto. I sindaci e gli amministratori, per non essere colpiti dalle misure dello scioglimento, faranno fare (accade già oggi) il lavoro “sporco” sempre di più solo ai tecnici e ai funzionari comunali. E la storiella sarà la seguente: “Noi non abbiamo fatto nulla, è la macchina comunale sporca e cattiva”. Andrà così. Grazie ministro per questa incredibile proposta, che avrà un solo effetto: deresponsabilizzare sindaci, assessori e consiglieri e riempire ulteriormente i municipi di personale prefettizio. Prefetti, viceprefetti in pensione, burocrati, funzionari che a loro volta porteranno con loro altri tecnici e altri sedicenti esperti. Altri soldi, altro spreco. Sempre peggio. Che delusione, ministro!

© Copyright Fernando Bocchetti, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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