È il Pd dopo De Luca quello che si è riunito l’altra sera al Palazzo Caracciolo di Napoli. Isaia Sales venerdì pomeriggio ha fornito dei dati eloquenti: negli ultimi dieci anni in Campania sono stati sciolti per infiltrazioni della camorra 21 consigli comunali di cui 10 di centrosinistra (4 con un sindaco dem). E ieri mattina sono intervenute le varie anime dem: da Stefano Graziano (preso di mira personalmente dal presidente) a Marco Sarracino, da Roberto Speranza a Teresa Armato, da Dario Nardella (in collegamento) a Toni Ricciardi. Non pervenuta la minoranza del partito, che però certo non si sbraccia a difenderlo. Il tentativo di disegnare la traiettoria del futuro si svolge attraverso due punte. Roberto Fico, il primo a cui a Napoli si guarda come candidato del centrosinistra, che però per le regole di M5s è fuori perché ha già due mandati alle spalle: “Ora non posso candidarmi, ma se le cose cambieranno, vedremo”, dice. Sembra proprio una disponibilità di massima da uno che “non ha mai posto veti”. E a Napoli, il campo largo (o “il campo santo” o “il campo morto”, come scherza la Armato, consigliera comunale) esiste, con i renziani in giunta. E, infatti, l’altra punta è il sindaco, Gaetano Manfredi, favoritissimo per la presidenza dell’Anci, nonostante l’altolà di Beppe Sala, che mentre tira in ballo il malgoverno della Campania, per esempio sulla sanità, fa un richiamo all’unità. Contro il terzo mandato intervengono un po’ tutti i presenti, da Graziano a Peppe De Cristofaro (Avs). Ma tocca a Sarracino, responsabile Mezzogiorno dem, ribadire che non era scontato mettere al primo posto per la “sfida” della costruzione del centrosinistra la battaglia contro Autonomia e lavoro. Mentre ricorda che questa non passa per la delegittimazione delle persone. Come non passa per gli insulti, per un libro scritto contro il Pd. E neanche “per le telefonate ai segretari provinciali con la richiesta di non organizzare manifestazioni per Ruotolo”. Ogni riferimento a De Luca non è puramente casuale. Sarracino fa anche una denuncia, raccontando come alle Europee De Luca aveva proibito le iniziative elettorali per il responsabile Informazione dem.
Regionali, per il dopo De Luca il Pd pensa a Fico. Ma il “contiano”, per ora, è out perché ha già due mandati alle spalle
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