Decreto rave, via libera alla Camera dopo la bagarre nella notte tra insulti. Via le multe per i no vax

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Il ricorso alla ghigliottina per mettere fine alla maratona delle opposizioni per fare ostruzionismo al provvedimento: 183 voti a favore, 116 no, un astenuto. Tanti assenti nella maggioranza. Pagano (Fi): «Contrario al reintegro dei medici no vax»

Decreto rave, via libera alla Camera dopo la bagarre nella notte tra insulti e dito medio

Dopo la maratona degli interventi ostruzionistici delle opposizioni alla Camera, è stato approvato alle 15 di venerdì il decreto rave. Il sì definitivo dell’Aula è arrivato con 183 voti a favore, 116 no, un astenuto. Pochi secondi prima del voto, quando il presidente Fontana ha spiegato i motivi del ricorso alla «ghigliottina» (qui cosa prevede), le opposizioni hanno rumorosamente protestato. L’esito del voto, con il via libera definitivo del decreto, è stato invece accolto da un applauso della maggioranza. Sono circa una cinquantina le assenze (tra cui anche quelle giustificate) tra i banchi delle forze che sostengono il governo. «Non ho partecipato al voto sul `Dl rave´ non perché non condividessi tutti i contenuti del decreto ma perché al suo interno, all’articolo 7, c’è una norma che non condivido e cioè la revoca della sospensione dell’attività professionale per i cosiddetti medici `no vax´», dice Nazario Pagano di Fi, presidente della commissione Affari costituzionali della Camera.

Le misure Covid

Ci sono infatti anche le norme che allentano gli obblighi sulle misure di contenimento del covid nel decreto rave che opera una stretta sui rave party. Il provvedimento, che introduce le misure per deterrenza e punizione di chi organizza i raduni non autorizzati, contiene una serie di altre prescrizioni sanitarie tra cui alcune modifiche alla normativa per il contrasto alla diffusione del virus. Innanzitutto prevede nuove misure che riguardano gli operatori della sanità. La scadenza dell’obbligo vaccinale per loro era fissata al 31 dicembre: il provvedimento l’ha anticipata al primo novembre consentendo agli operatori che si erano rifiutati di vaccinarsi di rientrare al lavoro. Inoltre, a partire dalla sua entrata in vigore e fino al 30 giungo 2023, sospende le multe da 100 euro con cui sono state sanzionate le persone con più di 50 anni, che non hanno rispettato l’obbligo vaccinale. Con il decreto l’Esecutivo prima, e il Senato poi (alla Camera il testo è stato blindato dalla fiducia) si è intervenuto sulle norme che attengono al’uso del green pass. È stato deciso di annullare l’obbligo di effettuare un test rapido o molecolare alla prima comparsa dei sintomi e per uscire dall’isolamento dopo aver contratto il Covid-19. Allo scadere di 5 giorni sarà quindi possibile tornare a svolgere le normali attività. Allo stesso modo è stata ridotta anche la durata del regime di auto-sorveglianza per chi è entrato in contatto con persone positive. Il termine dei 10 giorni è stato diminuito a 5, sempre con l’obbligo di indossate la mascherina Ffp2 in caso di assembramenti, e non sarà nemmeno più obbligatorio sottoporsi a tampone una volta finito il periodo di auto-sorveglianza. Abrogate anche le misure che consentivano l’accesso alle strutture residenziali, socio-assistenziali, sociosanitarie e hospice nonché nei reparti di degenza delle strutture ospedaliere, come visitatori o accompagnatori, solo alle persone munite di green pass. Abrogato anche l’obbligo del green pass per gli accompagnatori per stare nelle sale di attesa dei dipartimenti d’emergenza e pronto soccorso, come pure l’obbligo di sottoporsi al test antigenico rapido o molecolare per l’accesso alle prestazioni di pronto soccorso.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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