Governo, ve li ricordate i “costruttori”? Sono già tornati nell’oblio. Da De Falco alla Polverini

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Si apprestavano ad entrare dalla porta principale nel cantiere del Conte Ter, ma nel giro di pochi giorni si sono ritrovati a guardare Draghi da dietro le quinte, come pensionati della politica.

Per qualche giorno era parso che il destino dell’Italia dipendesse da loro. Nomi semi sconosciuti si sono ritrovati sulle prime pagine dei giornali, con schiere di giornalisti pronti a scrutarne i gesti, a interpretarne le motivazioni, a giustificarne filosoficamente le ragioni. Altri finiti in secondo piano, avevano ritrovato centralità. Il comandante Gregorio De Falco che ha incitato a «salire a bordo, cazzo» e poi si è ritrovato alla deriva. O Renata Polverini che, dopo l’adesione al gruppo di Tabacci alla Camera, si aggirava instancabile a Palazzo Madama, in coppia fissa con l’altra transfuga di Forza Italia, Maria Rosaria Rossi, in cerca di senatori vacillanti. Da onnipresenti a sparite. E poi Andrea Cuasin, ex Forza Italia, e quella senatrice del Pd, la Rojc, passata con il gruppo dei costruttori solo per consentire di poter avere rappresentanza in parlamento.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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