Marano. Traffico di droga dalla Spagna, in appello ridotte diverse pene: confermati i 10 anni a Cerullo e Vallefuoco

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Processo d’appello a Napoli davanti alla presidente Di Girolamo: confermate alcune condanne di primo grado, mentre per diversi imputati arrivano sconti di pena. Motivazioni entro 90 giorni

Si chiude con diverse riduzioni di pena il processo d’appello a Napoli nei confronti degli imputati coinvolti nell’inchiesta sul presunto traffico di droga dalla Spagna verso Napoli e l’hinterland. Il procedimento di secondo grado, celebrato davanti alla presidente Di Girolamo, ha modificato in parte le condanne emesse al termine del giudizio di primo grado celebrato con rito abbreviato.

L’indagine aveva portato, nel febbraio 2025, all’applicazione delle misure cautelari nei confronti degli indagati. Al centro dell’inchiesta, secondo la ricostruzione accusatoria, vi era un gruppo che avrebbe organizzato l’importazione di ingenti quantitativi di stupefacenti da Barcellona, destinati alle piazze di spaccio del Napoletano.

In primo grado erano state inflitte pene comprese tra i 2 e i 10 anni di reclusione. Tra le condanne più elevate figuravano quelle a carico di Giovanni Maiorano, Vincenzo Maiorano, Pasquale Vallefuoco e Giovanni Cerullo, indicato dall’accusa come presunto vertice dell’organizzazione.

Le decisioni dell’appello

Per Ciro Di Lanno, condannato in primo grado a 5 anni e 4 mesi, la pena è stata ridotta a 3 anni e 4 mesi.

Per Castrese Sarracino si passa dai 5 anni e 6 mesi del primo grado a 3 anni e 9 mesi.

Alfredo Felaco passa da 5 anni e 4 mesi a 4 anni, mentre Stefano Verde vede ridotta la pena dai 4 anni del primo grado a 3 anni.

Riduzione anche per Castrese Simeoli, condannato a 1 anno e 4 mesi rispetto ai 2 anni e 4 mesi inflitti in precedenza.

Restano invece confermate le pene per alcuni degli imputati principali: Salvatore Di Palma resta a 8 anni, mentre Pasquale Vallefuoco mantiene la condanna a 10 anni.

Confermati anche i 10 anni per Giovanni Cerullo, indicato nell’impianto accusatorio come il presunto capo della struttura criminale.

Giovanni e Vincenzo Maiorano non hanno proposto appello. Nel giudizio di primo grado era stato invece assolto Domenico Della Rotonda.

L’inchiesta partita da Barcellona

L’indagine era partita da una segnalazione della Guardia Civil di Barcellona, che aveva rilevato la presenza, in diversi periodi dell’anno, di soggetti provenienti dal Napoletano. Tra i nomi finiti sotto la lente degli investigatori figuravano, secondo gli atti, i fratelli Maiorano, Di Palma, Sarracino e Cerullo.

Gli accertamenti dei finanzieri del Nucleo di polizia economico-finanziaria avrebbero ricostruito una serie di viaggi tra il Napoletano e la Spagna. Secondo l’accusa, gli indagati raggiungevano Civitavecchia in automobile per poi imbarcarsi verso Barcellona.

Al ritorno, la droga sarebbe stata trasportata a bordo di un furgone Iveco dotato di un doppiofondo, mentre un’altra automobile avrebbe svolto funzione di staffetta per segnalare eventuali controlli.

La requisitoria del pm Giuseppe Visone, nel processo di primo grado, aveva sollecitato condanne complessive vicine ai cento anni di carcere.

Con la sentenza d’appello, alcune pene sono state ridotte mentre sono state confermate le condanne a 8 anni per Di Palma e a 10 anni per Vallefuoco e Cerullo. Le motivazioni saranno deposita

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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