Assolti dall’accusa di legami con Casalesi, revocata confisca da 40 milioni ai costruttori Mastrominico. Sono a capo dell’impresa che ha realizzato i loculi (non ancora consegnati) del cimitero di Marano

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Dopo l’assoluzione definitiva dall’accusa di collusione con la camorra disposta dalla Corte di Cassazione nel febbraio scorso, arriva anche la revoca della maxi-confisca di prevenzione da oltre 40 milioni di euro per i fratelli imprenditori edili di San Cipriano d’Aversa (Caserta) Pasquale e Giuseppe Mastrominico.

A disporla con un provvedimento di 60 pagine depositato ieri l’ottava sezione della Corte di Appello di Napoli, che ha revocato il decreto emesso dalla sezione misure di prevenzione del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere successivo alla condanna di primo grado. Una vicenda che si conclude dopo quindici anni.

I fratelli Mastrominico erano stati arrestati nel 2011 insieme all’allora consigliere regionale ed ex sindaco di Villa Literno Enrico Fabozzi, anch’egli prosciolto con sentenza definitiva, tutti accusati dalla Dda di Napoli di aver stretto un patto con il clan dei Casalesi e di essere dunque collusi; per i Mastrominico si ipotizzava dapprima un legame con il boss Antonio Iovine, detto “o Ninno”, e con la famiglia Schiavone.

Accuse che hanno retto solo in primo grado, quando i due costruttori furono condannati, ma poi cadute nel corso degli altri gradi di giudizio, fino all’assoluzione definitiva della Suprema Corte.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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