Predicare i diritti dei lavoratori è semplice. Un po’ meno, evidentemente, è rispettarli quando si passa dalla piazza al ruolo di datore di lavoro. Ilaria Salis lo sa bene. L’eurodeputata eletta con Avs e diventata uno dei simboli della sinistra radicale è stata infatti condannata dal Tribunale di Milano per aver licenziato due collaboratori senza giusta causa.
Il conto è tutt’altro che simbolico: 300.900 euro di risarcimento per i compensi che i due assistenti – difesi dagli avvocati Francesca Verdura, Tiziana Laratta e Sergio Romanotto – avrebbero dovuto percepire fino alla conclusione del mandato europeo, ai quali si aggiungono 10 mila euro di spese legali. La vicenda è stata ripercorsa dall’Adnkronos sulla base della sentenza firmata dal giudice Franco Caroleo, della sezione Lavoro del Tribunale di Milano.


























