Piano casa approvato alla Camera, ecco le novità su edilizia popolare e alloggi con affitti ribassati

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L’Aula della Camera approva il Piano casa: 165 voti a favore, 117 contrari e cinque astenuti. Il testo della norma ora passa al Senato, che dovrà convertirlo definitivamente in legge entro il 6 luglio. Considerando i tempi, è ormai quasi certo che il testo non cambierà più. All’interno viene stanziato circa un miliardo di euro, suddiviso tra misure per le cosiddette case popolari e iniziative per l’edilizia sociale convenzionata, rivolta a chi non ha i requisiti economici per le case popolari ma fatica comunque a permettersi un appartamento.

Infine, viene rifinanziato per il 2026 con 8,5 milioni di euro il fondo per gli affitti degli studenti fuori sede: la misura va in sostegno di chi ha un Isee non oltre i 20mila euro e non riceve altri aiuti pubblici per la casa.

Case popolari da ristrutturare
Tra le novità inserite nel nuovo decreto, annunciato a fine aprile e poi pubblicato a inizio maggio, c’è l’obiettivo di restaurare circa 60mila abitazioni popolari. Sono alloggi che non possono essere messi a disposizione delle famiglie che ne hanno bisogno perché, a causa della scarsa manutenzione, non sono a norma. Si tratta di una misura che sembra decisamente ambiziosa, tanto più che stando alle parole del ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini dovrebbe essere realizzata nel giro di un anno.

Nasce un fondo apposito, chiamato Fondo housing coesione, che inizialmente avrà a disposizione 100 milioni di euro e dovrà raccogliere i soldi che possono venire da diversi fondi (gli stanziamenti pubblici da vari enti, progetti, iniziative europee e così via) per finanziare i lavori. Sempre in tema di case popolari, sarà introdotta la possibilità di acquistare la casa in cui si vive, purché si rispettino certe condizioni.

Affitti calmierati per dipendenti pubblici e aiuti ai costruttori
Diverse misure ruotano attorno a quella che Giorgia Meloni ha definito la ‘zona grigia’, di chi non ha i requisiti per vivere in case popolari ma nemmeno può permettersi un’abitazione in altro modo. I nuovi progetti di edilizia sociale convenzionata potranno essere finanziati sia in edifici già esistenti, sia in immobili da ristrutturare, sia in palazzi che devono essere buttati giù e ricostruiti da capo. Il loro affitto sarà più alto di quello delle case popolari, ma comunque con un tetto massimo più basso rispetto ai prezzi di mercato.

 

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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