Report, la fronda interna scuote Ranucci: il dissenso ormai è dentro casa

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Non è più soltanto una questione di polemiche esterne. Il vero terremoto che attraversa Report sembra essere interno alla redazione. Attorno a Sigfrido Ranucci emergono malumori, divergenze e una fronda che mette in discussione non soltanto alcune scelte, ma soprattutto il suo modo di guidare la trasmissione.

L’ipotesi, poi smentita, di affiancare Ranucci con figure come Mottola e Valesini ha avuto comunque l’effetto di accendere i riflettori su una questione che da tempo sembra essere sullo sfondo: quanto è compatta la redazione di Report?

Il dato politicamente e professionalmente più significativo è che le critiche non arriverebbero soltanto dall’esterno. Il malcontento, stando alle ricostruzioni, avrebbe trovato spazio proprio tra chi lavora dentro la macchina di Report. Ed è questo a rendere la situazione particolarmente delicata per Ranucci.

Per anni il conduttore è stato il volto, la guida e il punto di riferimento quasi assoluto della trasmissione. Ma quando una redazione comincia a manifestare dissenso nei confronti del proprio capo, il problema non può essere liquidato come una semplice guerra di potere.

La domanda diventa inevitabile: che cosa sta succedendo davvero dentro Report?

La Rai dovrà verificare se si tratti di normali divergenze professionali, fisiologiche in qualsiasi redazione, oppure dell’emergere di un dissenso più profondo sul metodo di gestione.

Ed è qui che la vicenda diventa interessante. Perché Report ha costruito la propria forza investigando sulle divisioni, sui conflitti e sui centri di potere degli altri. Ora, per una volta, il conflitto è dentro casa.

Ranucci può certamente rivendicare il proprio lavoro e la propria autonomia editoriale. Ma una leadership solida non si misura soltanto dalla capacità di resistere agli attacchi esterni. Si misura anche dalla capacità di governare il dissenso interno senza trasformarlo automaticamente in una minaccia.

Se davvero esiste una fronda, la Rai ha il dovere di capire perché sia nata. E Ranucci, prima ancora di difendersi dalle accuse, dovrebbe interrogarsi sul motivo per cui una parte della sua stessa redazione sembra non riconoscersi più completamente nel suo modo di dirigere Report.

Il caso, dunque, non è soltanto Ranucci contro la Rai. Potrebbe essere Ranucci contro una parte della sua stessa redazione. E per una trasmissione che ha fatto del controllo del potere la propria ragione d’essere, è forse la contraddizione più difficile da ignorare.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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