A giudizio erano finiti il gestore cinese del ristorante di sushi e il medico di base della famiglia Piscopo, con le accuse di omicidio colposo (contestato ad entrambi gli imputati) e reati che riguardano l’igiene e la conservazione degli alimenti solo per il titolare del locale. Al termine della sua requisitoria, il pm Federica D’Amodio aveva chiesto la condanna a tre anni di reclusione per il ristoratore (difeso dall’avvocato Arturo Cola) e ad un anno e otto mesi per il medico (assistito dall’avvocato Vittoria Pellegrino). In aula erano presenti i genitori di Luca Piscopo, la sorella, altri familiari e una decina di amici del ragazzo, tra cui le amiche che parteciparono a quel pranzo il 23 novembre 2021.























