«Invito il sindaco di San Giuseppe Vesuviano a non utilizzare il tema del condono edilizio come strumento di propaganda elettorale, sulle spalle di cittadini che già vivono situazioni di forte difficoltà», dichiara in una nota la consigliera regionale Carmela Rescigno, presidente della Commissione Anticamorra e Beni Confiscati del Consiglio regionale della Campania.
«Ricordo – prosegue – che l’ultimo condono edilizio nazionale, previsto dal D.L. 269/2003 convertito dalla L. 326/2003, fu di fatto negato ai campani per un vulnus normativo creato proprio dall’area politica del Pd e della sinistra ecologista. La legge in vigore stabilisce termini chiari: 60 giorni per le verifiche formali, 180 giorni per quelle sostanziali, 90 giorni per le integrazioni documentali e il silenzio-assenso dopo 24 mesi in presenza di domanda completa e oblazione versata».
«Creare false aspettative nei cittadini, come se il condono fosse una manna improvvisamente calata dal cielo e fuori da ogni principio di sana amministrazione, significa ingannarli due volte: prima illudendoli, poi lasciandoli soli di fronte a dinieghi inevitabili. Pensare di poter condonare immobili abusivi senza un tavolo di concertazione preventiva con la Soprintendenza – il cui parere è per legge vincolante – è fuori da ogni regola di correttezza amministrativa».
«Il compito di un sindaco – conclude Rescigno – è applicare la legge e assicurare la corretta istruttoria delle pratiche, non diffondere video e annunci elettorali privi di fondamento. Se davvero si vuole aiutare i cittadini, si sostenga in Consiglio regionale la mia proposta di modifica della legge campana sul condono edilizio, per riaprire i termini del 2003 e sanare un’ingiustizia che penalizza ancora oggi migliaia di famiglie».
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