Era nata da appena quindici minuti la piccola quando avrebbe mostrato i primi segni di sofferenza. Poi la situazione nella Casa Maternità “Il Nido”, l’appartamento in un condominio di Testaccio dove la mamma della bimba era stata assistita durante il parto, è precipitata fino al drammatico epilogo. Il papà della neonata ha chiamato i soccorsi e i sanitari del 118 sono subito intervenuti ma non hanno potuto che constatare il decesso della piccola causato, secondo una prima ipotesi, per un arresto cardiocircolatorio. La mamma, in stato di choc, è stata poi trasferita al pronto soccorso dell’ospedale Isola Tiberina. La polizia ha proceduto con il sequestro dell’appartamento dell’associazione e la denuncia, con l’accusa di omicidio colposo, per la direttrice della struttura e l’ostetrica che ha seguito i neo genitori durante il parto.
I SOCCORSI
«Durante il parto non ci sono stati problemi. La piccola però è nata e pochi minuti dopo, ci siamo accorti che qualcosa non andava e che non rispondeva più agli stimoli» ha riferito agli agenti ancora sconvolto il papà. Gli agenti al termine dei rilievi scientifici hanno sequestrato la struttura (l’appartamento) di via Marmorata dove nelle prossime ore potrebbero essere eseguiti ulteriori accertamenti. Mentre la salma della neonata è stata trasferita al policlinico Umberto I dove nelle prossime ore il medico legale procederà con l’autopsia. I test clinici saranno determinanti per accertare l’arresto cardiocircolatorio e le cause delle complicazioni che hanno poi portato al decesso della piccola.
Restano infatti ancora molti i punti da chiarire sulla drammatica vicenda. Ecco perché gli investigatori si stanno concentrando sulla ricostruzione di quanto avvenuto nella casa della maternità di via Marmorata. Nelle prossime verrà ascoltata l’ostetrica scelta dalla neomamma per essere seguita per la nascita imminente della bimba. Le indagini della polizia viaggiano ora su un doppio binario: da una parte, accertare che siano state garantite assistenza e cure sia alla piccola che al genitore durante il travaglio, nelle fasi del parto e in quelle subito successive. Dall’altra invece, stabilire l’efficienza della catena dei soccorsi quando la piccola ha mostrato i primi segni di sofferenza. Sono già in corso le verifiche sulla casa della maternità e sull’equipe medica messa a disposizione della famiglia travolta dal dramma. Si tratta infatti di una struttura extra ospedaliera privata in cui devono essere comunque assicurate norme di sicurezza e standard igienico-sanitari. Gli investigatori stanno inoltre verificando anche i tempi di intervento. In sostanza, se siano state rispettate tutte le procedure previste dal personale presente durante il parto in caso di emergenza. La testimonianza dei neogenitori e dell’ostetrica sarà quindi determinante per la ricostruzione di quei drammatici minuti.

























