“Stiamo potenziando il personale sanitario in Campania e prevediamo 600 nuovi posti letto, di cui 300 destinati al Pineta Grande Hospital, una vera eccellenza in tanti settori”, lo ha annunciato il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, durante l’evento “Pineta Grande Hospital: una storia di eccellenza italiana”, tenutosi oggi (30 luglio) presso la struttura ospedaliera di Castel Volturno.
Una dichiarazione che arriva in un momento cruciale per il Pineta Grande, minacciato nei mesi scorsi dalla possibile chiusura del Pronto Soccorso a causa di un budget regionale considerato insufficiente a coprire le prestazioni effettivamente erogate. Una chiusura sventata in extremis, ma che resta una possibilità concreta se non arriveranno nuove risorse. “Noi possiamo fare tutti i salti mortali – ha sottolineato De Luca – ma servono più fondi da parte del Governo. La carenza di personale, che è un problema nazionale, colpisce soprattutto i Pronto Soccorso”.
Nata 57 anni fa grazie all’intuizione del medico e imprenditore Vincenzo Schiavone e della moglie, la clinica Pineta Grande è oggi una struttura con oltre 1200 dipendenti, punto di riferimento per l’intero litorale domizio e oltre. Da sempre aperta anche a pazienti immigrati non regolari, la struttura registra ogni anno circa 50mila accessi al Pronto Soccorso e vanta reparti di eccellenza come ortopedia, chirurgia bariatrica e neonatologia.
Con 1600 parti l’anno, è il primo punto nascita della Campania. È qui che è nato Luigi Diana, il bimbo più piccolo d’Italia, con soli 380 grammi. E proprio mentre in altre aree della regione vengono chiusi reparti ostetrici, Pineta Grande continua a crescere, accogliendo anche pazienti da fuori regione in un esempio virtuoso di “migrazione sanitaria inversa”.
Nel suo intervento, De Luca ha anche affrontato la questione dei tre punti nascita chiusi nei mesi scorsi – a Sapri, Sessa Aurunca e Piedimonte Matese – attribuendone la responsabilità al Governo: “La Regione è stata costretta a chiudere quei reparti per colpa del Governo e del ricatto politico che stiamo subendo. È una vergogna”.
Il fondatore Vincenzo Schiavone ha raccontato i retroscena della crisi economica che ha rischiato di portare alla chiusura del Pronto Soccorso lo scorso luglio: “Abbiamo erogato prestazioni di emergenza per oltre 15 milioni di euro non ancora rimborsati. Il nostro budget annuale è di 83 milioni, ma servirebbero almeno 100 per coprire tutto ciò che facciamo. Accogliamo tutti, ma così non possiamo andare avanti”.
Un’urgenza sottolineata anche dai numeri: a luglio sono stati accolti 19 pazienti da altri ospedali, alcuni in condizioni complesse e uno addirittura proveniente da Roma. “Su 174 ricoveri d’emergenza, solo tre sono stati trasferiti tramite 118. Gli altri li abbiamo gestiti da soli”, ha detto Schiavone. E ha avvertito: “Se il budget non aumenta, dal 10 ottobre saremo costretti a sospendere l’attività del Pronto Soccorso”.
Nonostante le difficoltà, il Pineta Grande Hospital guarda avanti. Beniamino Schiavone, oggi alla guida della struttura insieme al padre Vincenzo e fino a poco tempo fa presidente di Confindustria Caserta, ha annunciato un’importante novità: “Siamo entrati a far parte della rete universitaria e da quest’autunno partirà il corso di laurea in Medicina e Chirurgia, con 120 studenti iscritti al primo anno”.
Alla cerimonia, oltre a De Luca, erano presenti anche il vescovo di Caserta e Capua Pietro Lagnese e il sindaco di Castel Volturno Pasquale Marrandino. Entrambi hanno definito Pineta Grande “un faro” per il territorio, simbolo di resistenza e speranza in un’area da sempre alle prese con criticità sociali e sanitarie.

























