Arrestato in Argentina Leonardo Bertulazzi, latitante delle Brigate Rosse. Milei lo rispedisce subito in Italia

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Bertulazzi sarà estradato in Italia a seguito della revoca dello status di rifugiato che aveva ottenuto nel 2004: deve scontare 27 anni per sequestro di persona, associazione sovversiva e banda armata  in Italia. Leonardo Bertulazzi, appartenente alla colonna genovese delle Brigate Rosse. Bertulazzi, latitante dal 1980, deve espiare una pena di 27 anni di reclusione per i reati di terrorismo tra cui sequestro di persona, associazione sovversiva, banda armata e altro. La polizia argentina lavorando insieme con l’intelligence italiana, lo ha arrestato ieri a Buenos Aires, dopo settimane di ricerche e pedinamenti. Un successo che arriva dopo anni di attesa, reso possibile anche dalla revoca da parte delle autorità argentine dello status di rifugiato che il brigatista era riuscito a ottenere nel 2004.

Non è la prima volta che Bertulazzi finisce in manette. Era già successo nel 2002, sempre a Buenos Aires, dopo una complessa attività di indagine condotta dall’Interpol tra il Salvador e l’Argentina, lì dove si era nascosto. Bertulazzi, in quell’occasione finì in cella ma poi fu rilasciato. Gli otto mesi trascorsi in carcere all’estero, però, hanno evitato la prescrizione della pena, con tanto di possibilità di un suo rientro in Italia senza rischiare di essere arrestato. La Cassazione, infatti, lo aveva dichiarato «uomo libero» perché la pena a 27 anni non era stata espiata a 30 anni dal delitto. A dire no ci aveva poi pensato la Corte d’Assise d’appello di Genova, dopo il ricorso della Procura generale, motivando come interruzione della prescrizione proprio quell’arresto lampo, nonostante non fosse stata concessa l’estradizione. Così, dopo anni, al suo arrivo in Italia, Bertulazzi ora dovrà espiare la sua condanna.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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