Volla. Storie di altri tempi!

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Volla. Storie di altri tempi! “Benvenuti in casa Masiello!
Non è una nuova commedia come quella in casa Cupiello, ma è semplicemente per capire come nasce la dinastia Masiello. Cioè quella di Enrico Russo di Tommaso, che in un diminutivo italiano, poco, o per nulla corretto, Tommaso diventa Tommasiello….
Trasformandosi poi in un napoletano quasi corretto con Tummasiello, fino ad autodistruggersi definitivamente in un volgare assaij struppiat’ – molto rovinato – dove Enrico e Tommaso si fondono in solo: Erricuc’ e’ Masiell’!…”
Così esordisce lo scrittore-poeta Ernesto Russo “Premio Antimafia Piersanti Mattarella” per un articolo a sua firma su “La Repubblica”: tra l’altro già di nostra conoscenza per la sua lotta alla ricerca di un suo diritto.
Una lotta intrapresa proprio grazie al valore del DNA di famiglia tramandato da generazione in generazione, fondato sull’onestà ed il rispetto delle regole per un vivere civile e di non abbassare mai la testa davanti a soprusi o quant’altro. Non ché impegnato nel mondo sociale come referente territoriale della Fondazione Angelo Vassallo, senza nulla togliere alla cugina Concetta – per tutti solo Tina – tra i responsabile dell’Avis territoriale.
Non a caso, nasce proprio da loro due in sinergia con l’altra cugina Concetta l’idea di radunare tutti i cugini Russo dinastia Masiello davanti ad una bella tavola apparecchiata e non solo in occasione di tristi eventi.
Un’iniziativa che in tempi ormai molto remoti, toccava proprio al nonno Enrico dare l’adunata a tutta la sua famiglia – più di altre – in occasione della festività dell’Immacolata Concezione per onorare l’onomastico della cara consorte.
Dopo la cena-pranzo del sabato sera, la bella compagnia la mattina seguente si è data
appuntamento davanti a quello ormai storico Rudere in località Lufrano, dove il passato si è fuso con il presente con la classica foto di rito dei cugini Russo
Un Rudere risalente ai tempi de “L’Union A.D.1823” compagnia di assicurazione francese che obbligava gli assicurati contro l’incendio ad opporre la propria targa come contrassegno
assicurativo in bella mostra sullo stabile. Antichissimo Rudere appartenuto in locazione alle loro generazioni fino ad oltre la metà del secolo scorso. Dove a resistere a guerre e terremoti insieme allo stesso infatti c’è ancora in bella
mostra la citata targa che lo identificava e lo identifica a tutt’oggi come un pezzo di storia, ma purtroppo abbandonato in pieno degrado a se stesso: “Siamo pronti a costituirci parte civile se malauguratamente arrivasse una valanga di cemento speculativo ad abbatterlo, invece di pensare ad un suo completo restauro, come già successo con altri storici casali.”
Quella indimenticabile residenza estiva – e non solo – dei Russo, racchiusa a suo tempo insieme alla enorme distesa di terreno fertile, fonte di vita per tutta l’antica famiglia, prima che la ferrovia arrivasse a trasformare la natura tra il Fosso Reale ed il Sebeto, piccoli fiumiciattoli che dissetavano tutta Napoli e dintorni.
Una bella iniziativa “quasi” a voler lanciare un messaggio all’intera comunità vollese: “quella forzata esigenza di nostro nonno insieme ai nostri genitori di “esiliare” nella nuova tenuta agricola nel quartiere di Napoli confinante con Volla, ha fatto sì che qualcuno, a nostra differenza, dimenticasse le nostre origini vollesi e prima ancora San sebastianesi, cioè la nostra presenza sul territorio risale molto, ma molto prima che Volla diventasse comune a se. Sia ben chiaro a tutti che noi a Russo a Volla c’eravamo e ci siamo ancora: non siamo i “Savoia” – costretti ad esiliare – ma i Masiello!…”

Concludono a gran voce il portavoce dei cugini Russo e’ Masiell!…

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TERRANOSTRA | NEWS
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