“Quando siamo arrivati in soccorso, 9 minuti dopo la richiesta di aiuto del comandante, sulla nave le fiamme erano già ingovernabili”, ha raccontato Felice Cicchetti, comandante della stazione navale di manovra della Guardia di finanza di Messina che si trovava a bordo della motovedetta Monte Sperone.
“Abbiamo trovato scene di panico, le persone stavano per essere imbarcate sulle scialuppe di salvataggio e avevano paura”, ha aggiunto, “la nostra motovedetta era vicina e abbiamo scortato le scialuppe di salvataggio con i gommoni fino ad essa. Una persona ha avuto bisogno di cure dopo un’intossicazione da fumi del rogo. Mentre soccorrevamo le persone abbiamo accertato che non ci fosse nessuno in acqua”.
L’incendio è il terzo negli ultimi otto anni che in qualche modo coinvolti i porti pugliesi.
Nella notte tra il 27 e il 28 dicembre 2014 il traghetto Norman Atlantic in viaggio da Igoumenitsa (Grecia) ad Ancona prese fuoco al largo delle coste albanesi durante una burrasca.
Delle 499 persone a bordo, morirono 31 passeggeri, 19 dei quali dispersi, e altri 64 rimasero feriti. Il traghetto fu evacuato con l’intervento della Marina Militare italiana e i superstiti furono portati a Brindisi e poi a Bari. Nel capoluogo pugliese e’ in corso il processo di primo grado per il naufragio.
Un altro incendio scoppiò il 13 maggio 2015, al largo del porto di Bari, sulla motonave Francesca diretta a Durazzo, in Albania, con 256 persone a bordo. Quella volta le conseguenze furono limitate e la nave, dopo essere rientrata a Bari, pote’ ripartire alcune ore dopo.
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