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Aumento in media di 11 centesimi il mc rispetto il 2020. La scusa è il dissesto: forse il dissesto conviene ?
Dopo quelle della TARI arrivate anche le “sfogliatelle” dell’acqua ?
Bollette salate – neanche l’acqua del rubinetto fosse quella minerale – con aumenti che l’Amministrazione nega trattandosi – spiega l’assessore R. Di Meo – di una rimodulazione delle fasce tariffarie.
Il ché è vero ma una rimodulazione – delibera di Giunta n. 62 del 28 aprile – con rincari in media di 0,11 euro il mc rispetto il 2020 tali cioè da “annullare” le diminuzioni che c’erano state lo scorso anno.
Andiamo dallo +0,1 euro il mc – rispetto il 2020 – per chi consuma fino a 30 mc allo +0,07 euro il mc per chi consuma oltre 301 mc con un picco di +0,25 euro il mc per i consumatori dai 121 ai 150 mc.
Parliamo di “uso domestico residente” perché negli altri casi, la situazione è ancora più pesante.
Certo, ancora una volta, si dirà che è colpa del dissesto: il Comune non ha soldi e quindi aumenta – dopo la spazzatura – l’acqua.
Perché allora l’Amministrazione difende la gestione di beni pubblici – da parte delle proprie associazioni – a costo zero cioè senza alcun ritorno per le casse dell’Ente ?
In realtà sono già tre anni di dissesto e non se ne vede l’uscita: vuoi vedere che forse “conviene” all’Amministrazione restare in dissesto?
IL PAPPICA

























