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Sono in Sicilia per partecipare ai lavori del Parlamento della legalità internazionale presieduto da Nicolò Mannino. Una sorta di stati generali di istituzioni, associazioni e figure di spicco che lottano quotidianamente contro la mafia e contro le deviazioni che il fenomeno criminale produce. Tre giorni intensi di lavoro, di idee, di proposte, di dibattito e di confronto.
In questa occasione ho incontrato alcuni parlamentari campani ed ho sottoposto, come ormai faccio ovunque, le emergenze che quotidianamente siamo costretti ad affrontare sui nostri territori e che necessitano di una seria rappresentanza a Roma, soprattutto per sollecitare un intervento del governo nazionale. Prima fra tutte, ovviamente, l’emergenza ambientale. Ho trovato grande disponibilità ad un intervento incisivo da parte del senatore Francesco Urraro, tra l’altro componente della commissione bicamerale Antimafia. Sin da subito si batterà per calendarizzare un’interrogazione parlamentare contro la scelta annunciata dal sindaco della “Città metropolitana” di Napoli, Luigi De Magistris, di ospitare a Giugliano e Tufino i rifiuti provenienti da Roma.
Come auspicato, il fronte comune si allarga e va ben oltre il documento che 10 sindaci dell’area a nord di Napoli, ospitati nei giorni scorsi a Giugliano, hanno condiviso e lunedì invieranno agli organi competenti per dire “no” ad un altro saccheggio del territorio. Inoltre, ci siamo impegnati ad approvare nei rispettivi consigli comunali, iniziativa da estendere anche a tutti i sindaci degli altri comuni della provincia di Napoli, una delibera per bocciare la scelta di De Magistris e se ce ne sarà bisogno, appena sarà firmata l’ordinanza in “Città metropolitana”, immediatamente la impugneremo con una decisa e ferma azione legale di contrasto per chiedere l’annullamento di un atto chiaramente illegittimo.
Sul fronte degli olezzi, invece, continuano i controlli serrati della Polizia locale in atto, in verità, già dopo ferragosto presso le aziende che trattano rifiuti a Giugliano. Quello che possiamo fare, secondo i poteri conferiti dalla legge, è verificare le autorizzazioni e certificare che le attività autorizzate corrispondano esattamente a quelle esercitate. E dai controlli non sono emerse anomalie. Ecco perché ho scritto nelle scorse settimane all’Arpac chiedendo una verifica della qualità dell’aria e in più determinare la fonte di questo odore nauseabondo che tutte le sere siamo costretti a respirare.
È evidente che il problema madre fa riferimento a tutti gli impianti di trattamento di rifiuti autorizzati negli ultimi cinque anni e presentati dalla precedente amministrazione come un’opportunità di sviluppo. Lo scrivo perché è evidente che stiamo mettendo in campo ogni attività di controllo e sollecitando tutte le istituzioni che hanno competenza sul tema, ma se vogliamo salvare questa terra servono bonifiche del territorio e fermare l’attività degli impianti di rifiuti che operano a Giugliano. Ne sono oggettivamente troppi a rappresentare, come abbiamo sempre denunciato, un carico ambientale insostenibile. Ecco perché questa amministrazione, a differenza di chi ci ha preceduto, non avallerà mai un solo impianto sul nostro territorio. Almeno fino a quando ci saremo noi al governo.
Nel frattempo, per quanto concerne il degrado ereditato e il carico ambientale dovuto a pessime scelte arrivate dal passato, continueremo ad utilizzare tutti i poteri riconosciuti dalla legge per controllare e punire ogni minima violazione. E dove non arrivano i poteri conferiti ai Comuni, attendiamo con urgenza l0’intervento di Arpac, Regione e Governo. Tutti quelli che vogliono collaborare e dare una mano alla nostra città, devono capire che non servono i post sui social ma iniziative concrete. Ognuno deve svolgere la parte di competenza. Il Comune sta facendo il massimo. Attendiamo l’Arpac, la Regione e il Governo nazionale.
Vi terrò aggiornati.
Nicola Pirozzi sindaco di Giugliano.



























