Recovery fund, la camorra è già in agguato

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La camorra è già sul pezzo, e ha già iniziato ad interessarsi ai fondi del Recovery Fund e ai vari bonus per l’edilizia. Sono i primi dati che confluiscono presso la Prefettura di Napoli chiamata a prevenire i rischi di inquinamento dell’economia legale e di riciclaggio di denaro sporco. Siamo ancora alle battute iniziali, ma in prefettura quei fascicoli potrebbero presto trasformarsi in atti formali e, dunque, in interdittive antimafia. Negli ultimi mesi sono state chiuse settanta attività, la maggior parte nei comuni di Marano e Sant’Antimo, ma anche nell’area stabiese.

Come ai tempi del dopo terremoto del 1980, come riporta Il Mattino, e forse anche peggio. L’assalto alla diligenza dei finanziamenti previsti dal Recovery Fund da parte della criminalità organizzata è già cominciato, in netto anticipo sulla erogazione dei fondi.

Duecentonove miliardi di euro: in parte a fondo perduto e in parte sotto forma di prestito agevolato. Una torta gigantesca che fa gola a cosche e gruppi sempre più agguerrite, oggi sicuramente più abili a maneggiare bilanci, a riciclare denaro che a far sparare le lupare. Ma il temibile assalto, oggi, fa ancora più paura perché si innesta su un tessuto sociale ed economico fortemente compromesso dalla crisi determinata dal Covid.

La potenziale aggressione delle mafie ai capitali in arrivo riguarda almeno quattro comparti strategici per l’economia: la ristorazione, il settore turistico-alberghiero, la filiera agroalimentare e quella legata alla grande distribuzione; segmenti che hanno subìto già abbondantemente l’assalto della nuova criminalità organizzata. Più che mai in Campania.

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