Il giorno dopo la ripresa dalla scuola in 13 regioni italiane continua il dibattito a livello nazionale tra paure e polemiche. Una riguarda in particolare la pioggia di certificati medici inviati da sessantamila docenti che hanno disertato la prima campanella in quanto “soggetti a rischio”.
“Abbiamo il diritto a non presentarci in aula”, dichiarano gli insegnanti che temono per il loro stato di salute – spiega Isabella Passione, insegnante in una scuola primaria, che pur avendo ripreso regolarmente il suo posto in classe si schiera dalla parte dei colleghi – I furbetti ci sono in tutte le professioni, più del 50% degli insegnanti ha oltre 50 anni, abbiamo una popolazione anziana che ha delle patologie pregresse quindi è normale avere delle paure”.
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