Da oltre 50 anni Cutolo vive in una ‘gabbia’ come un animale e da oltre 30 anni è in isolamento come un morto-vivo che civilmente non esiste più. È giusto che paghi la sua pena. Infatti lui, dignitosamente, non ha mai chiesto sconti. Ma la civiltà giuridica e la società devono essere più forti rispetto al crimine, garantendo la certezza della pena, per garantire, però, l’altrettanto primaria dignità dell’uomo. Nel ‘Caso Cutolo’ invece si esercita solo il giustizialismo ideologico di Stato“, ha scritto Franzese su Facebook.
Così, se dal partito che da sempre lotta per i diritti umani e civili ed una giustizia giusta, puoi aspettarti un’iniziativa del genere, quella di Franzese è arrivata come una sorta di fulmine a ciel sereno. In merito il criminologo ha lanciato una petizione online sulla piattaforma Change.org che ha già raggiunto le 100mila adesioni.
Dichiarazioni che giustamente seguono i principi Costituzionali (la pena deve riabilitare il condannato e non può consistere in trattamenti disumani e degradanti) e si scontrano con il filone giustizialista che da tempo ha invaso l’opinione pubblica italiana.


























