Pd spaccato già prima dell’inizio della assemblea. Quel che resta di un partito destinato a dissolversi

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L’assemblea del Pd ha approvato a maggioranza la proposta del presidente, Matteo Orfini, di rinviare l’odg che aveva al primo punto la formalizzazione delle dimissioni di Matteo Renzi da segretario, per concentrarsi oggi sulla situazione politica con la possibilità della nascita del governo Lega-M5S. Sì 397, no 221 e 6 astenuti. Dalla platea ci sono stati fischi e all’esito della votazione si è levato un corso di “nooo”. Con l’inno di Mameli ha preso il via l’Assemblea del Pd. Presente, tra gli altri, anche il premier Paolo Gentiloni. Il prologo dell’Assemblea è dedicato alla questione del Lavoro e dei ‘Morti sul lavoro’ con un minuto di silenzio.

Nella trattativa che ha preceduto il voto per il cambio dell’odg, l’area Martina aveva formalizzato la presentazione di un odg per l’elezione dello stesso reggente a segretario con pieni poteri, la maggioranza renziana aveva aperto uno spiraglio a patto che dal dispositivo fosse cancellata la parte che prevedeva la presa d’atto delle dimissioni dell’ex segretario, che era il punto 1 dell’odg proposto dall’area Martina.

Nonostante la tensione, il coordinatore della segreteria dem, Lorenzo Guerini, è per “un esito condiviso dell’assemblea”. “Adesso è importante lavorare insieme contro un governo nettamente caratterizzato a destra”, ha dichiarto prima dell’inizio dell’assemblea. “Una resa dei conti? Assolutamente no”, aveva tagliato corto.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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