Napoli, l’esercito dei giardinieri fantasma: 12 indagati

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Inutile aspettare che qualcuno andasse a tagliare piante e a prendersi cura di alberi e di verde urbano. Per mesi niente da fare, tanto che aiuole e giardinetti di una delle zone più popolose dell’area metropolitana sono diventate ricovero per persone senza fissa dimora o habitat ideale per topi, insetti e animali randagi.
Mancanza di cura del verde cittadino, a dispetto di quel piccolo esercito di giardinieri regolarmente stipendiato dalle casse comunali: quasi una beffa rispetto a quella rigorosa alternanza di turni in entrata e in uscita, di monte ore da abbattere a fine mese, di specialisti dal pollice verde assunti nell’organico di Palazzo San Giacomo.

È questo il retroscena che sta emergendo da un’indagine condotta in questi mesi su un gruppo di dipendenti comunali, su una pattuglia di giardinieri regolarmente in forza nei ranghi del Municipio napoletano. Giovedì scorso il blitz delle forze di polizia giudiziaria negli uffici di via Murialdo, siamo a Gianturco, nel cuore della quarta circoscrizione partenopea.

Un ordine di esibizione atti è stato notificato dagli uomini della sezione di pg della polizia municipale, per conto della Procura di Napoli, acquisiti elenchi e turni di lavoro. Truffa, sostituzione di persona e violazione della cosiddetta legge Brunetta sono le accuse mosse dal pool mani pulite guidato dal procuratore aggiunto Alfonso D’Avino, nel corso di un’indagine partita anche grazie a una serie di esposti del presidente della quarta municipalità Giampiero Perrella.

Il Mattino

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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