Ci voleva un’indagine del Nas per far emergere il più eclatante caso di assenteismo di massa che a memoria si ricordi in una struttura pubblica, non solo ospedaliera. La cosa incredibile è che uno dei “furbetti”, peraltro quello che occupava un posto strategico perché impiegato al Prass (ufficio Presenze-assenze), era già balzato all’attenzione del Nas nel 2015. Per la precisione il 27 marzo. A Luigi Porciello, “coadiutore chef”, fu contestata una situazione anomala, che non lasciava presagire nulla di buono. «Si comunica che in data odierna» si legge in una firmata e protocollata con la quale si attivava il consiglio di disciplina, «durante un’indagine del Nas è stato rilevato che per il dipendente matricola 442574 risulta una marcatura in entrata, ma lo stesso è risultato assente dal presidio al momento dell’ispezione».
Nella stessa nota si faceva presente che risultava firmata, il giorno prima, una domanda per la fruizione di ferie proprio per il 27 marzo. Se può sorprendere che già due anni fa l’Asl Napoli 1 Centro aveva avuto una prima pesante avvisaglia che qualcosa non andasse come dovuto, certamente sbalordisce il provvedimento adottato dal consiglio di disciplina: una ventina di giorni di sospensione e poi avanti, amici come prima. Magari qualcuno avrebbe potuto valutare inopportuno tenere quel dipendente in un ruolo così delicato. Invece no. Il resto, tristemente, è cronaca di questi giorni. Sapendo questo è ancor più amara la protesta inscenata ieri dal Movimento infermieri campani e professioni sanitarie. Chiedono «il licenziamento dei furbetti del cartellino» e che sia data loro la possibilità di lavorare. «Siamo vincitori di concorso in altre regioni perché qui non ne bandiscono – racconta uno dei manifestanti – Lavoriamo altrove, chiediamo il loro licenziamento e lo scorrimento delle graduatorie di mobilità». All’esterno del Loreto uno striscione recita: «Lottiamo per la legalità, i diritti e la buona sanità, uniti si può».
Il Corriere

























