Per Libero a Roma è questione di “patate bollenti”. Tutti solidarizzano con la Raggi e attaccano Feltri

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Patata bollente“. Così nel titolo di prima pagina il quotidiano Libero si riferisce a Virginia Raggi, sindaco di Roma al centro delle cronache politiche e giudiziarie delle ultime settimane. Una definizione contro cui si schiera compatta buona parte dei partiti e vede al fianco del capo dell’amministrazione capitolina anche gli avversari, da Roberto Giachetti a Roberta Lombardi. Nel silenzio della quasi totalità degli esponenti del centrodestra. Esclusa Daniela Santanché: “Ma quale sessismo – ha detto la deputata di Forza Italia – il titolo è azzeccato“.

“Nell’occhio del ciclone per le sue vicende comunali e personali – si legge nel catenaccio accanto alla fotografia dell’esponente del M5S – la sua storia ricorda l’epopea di Berlusconi con le Olgettine, che finì malissimo”, scrive il quotidiano in riferimento all’ex premier rinviato a processo con l’accusa di corruzione in atti giudiziari per aver comprato il silenzio di una schiera di ragazze sulle serate ad Arcore. Il titolo dell’editoriale del direttore Vittorio Feltri a pagina 3 corregge parzialmente il senso del virgolettato (“Una patata bollente può bruciare Virginia“), ma il catenaccio approfondisce l’insinuazione: “La Raggi ha mostrato un debole per un dipendente comunale e gli ha dato l’aumento: meglio il Cav che pagava di tasca propria”. Un’equivalenza in cui il dipendente comunale è Salvatore Romeo, ex capo della segreteria politica della sindaca e indagato con lei per abuso d’ufficio nell’inchiesta sulle nomine in Campidoglio.

 “Libero sì ma non di insultare volgarmente con allusioni oscene. Vittorio Feltri chieda scusa a Virginia Raggi”, scrive su Twitter il presidente del Senato Pietro Grasso, mentre per la presidente della Camera Laura Boldrini si tratta di “giornalismo spazzatura”. “Questa prima pagina fa semplicemente schifo. Solidarietà a Virginia Raggi”, twitta tra i primi il presidente del Pd Matteo Orfini. “La prima pagina di Libero è una schifezza senza se e senza ma”, gli fa eco il vicepresidente della Camera Roberto Giachetti, avversario del candidato M5S nelle elezioni comunali di Roma.”. Una “squallida e volgare aggressione sessista contro la sindaca. Disgusto per becero falso giornalismo“, la definisce il gruppo del Partito Democratico al Campidoglio. La cui capogruppo Michela Di Biase scrive: “Mi fa schifo il vile attacco misogino e sessista di #Libero contro @virginiaraggi a lei va tutta la mia solidarietà #stopsessismo“.

Il M5S punta il dito contro l’informazione tutta. ” “Non so se sia sessismo o semplice idiozia, in ogni caso mi fa schifo. La stampa ha superato ogni limite”, scrive in un tweet il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio. “Massima solidarietà alla nostra Virginia. Questa è l’informazione italiana“, si legge in un post sul profilo Facebook di Beppe Grillo, che sul blog invita i militanti a scrivere, ricordando che “Libero Quotidiano nel 2016 ha perso il 16,3% dei suoi lettori rispetto al 2015. Il 2017 è appena iniziato”.

Il Fatto

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