Partiamo dalla scuola dove il Comune si è concentrato su 28 asili che vengono riqualificati e dotati di strutture nuove come le palestre. Asili dove si sta mettendo apposto la struttura per renderle antisismiche con investimenti per 83 milioni. A questi si aggiungono però altri 75 milioni arrivati dalla Città metropolitana di cui è sempre presidente Manfredi. Soldi di cui beneficeranno ben 20 scuole del capoluogo. L’ex Provincia sul fronte scuola ha erogato complessivamente 200 milioni. Estratti quelli andati a Napoli gli altri 125 sono stati distribuiti nei comuni dell’area metropolitana. Il Pnrr si suddivide in 6 mission ma Manfredi se ne è data una settimana e speriamo ci riesca: vale a dire dimostrare «che è fake news quelle che gli enti locali e in particolare quelli del sud non sanno spendere i fondi del Pnrr». A Napoli è partito – sostanzialmente – un maxi piano per la scuola di circa 83 milioni a cui si aggiungono quelli della Città metropolitana e altri 11 milioni del “Fondo Opere Indifferibili” stanziati dal ministero dell’Economia e delle Finanze per fronteggiare l’aumento dei costi dei materiali da costruzioni.
Riqualificare, recuperare e valorizzare quello che già esiste è il filo conduttore del Pnrr per ridurre le disuguaglianze e i divari sud-nord ma anche sud-sud perché c’è sempre qualcuno più a sud. Cosa significa? Se si tolgono le persone da condizioni di degrado, da case fatiscenti e si ricostruisce un un contesto urbano positivo che dia prospettive allora la vita delle persone può cambiare e in meglio. Ed è questa l’operazione messa in campo a Scampìa dove Gomorra è – almeno quella raccontata nella fiction ispirata al libro di Roberto Saviano – in via di smantellamento. Ora già è parzialmente “Un nuovo ecoquartiere nell’area dell’ex lotto M” quello famoso delle Vele. Alla fine di Vela in piedi ne resterà solo una e sarà utilizzata per fini istituzionali. È una forma di investimento – spiegano dal Comune – rivolta a un quartiere periferico il cui obiettivo è quello di riqualificare le infrastrutture e la logistica dell’intera area, nonché creare nuovi servizi per i cittadini, trasformando così un territorio particolarmente vulnerabile in smart city e realtà sostenibili.
«In particolare l’obiettivo è quello di demolire le vele C e D e di riqualificare la vela B e l’area circostante. Gli interventi finanziati prevedono la realizzazione di 215 alloggi, il complesso scolastico e l’attrezzatura di interesse comune. È inoltre finanziata la realizzazione di opere di urbanizzazione primaria come sottoservizi, viabilità, pubblica illuminazione, parcheggi pubblici, e secondaria attrezzature di quartiere per l’intero ambito di intervento. La cifra messa in campo è di 85 milioni ai quali se ne devono aggiungere altri 40 già finanziati dal fonti pubbliche. Lo stesso schema è stato messo in campo a Taverna del Ferro un orrore affacciato sul mare e con di fronte il Vesuvio le cui operazioni di demolizione e ricostruzione sono già iniziate da tre mesi e vedono protagonista la vicesindaca Laura Lieto. Dove è stato salvato anche il murales di Maradona e nella parte popolare della città quale è l’area est, siamo a San Giovanni a Teduccio non è un elemento di poco conto. L’investimento è di ben 65 milioni per quello che riguarda il Pnrr e anche qui ci saranno altre entrate da altri fondi per un valore di 42 milioni aggiuntivi. Perché il Pnrr ha un effetto moltiplicatore se lo si sa usare. Il nuovo progetto prevede la sostituzione delle due file di mostri di cemento con 28 edifici di media dimensione, a scala umana.
La transizione ecologica passa per una mobilità sostenibile di qui il massiccio investimento nell’acquisto di mezzi ecologicamente adeguati. L’investimento è di quasi 300 milioni senza calcolare quello che si sta facendo per ingrandire le officine per le manutenzioni. Soldi con i quali sono stati acquistati 256 bus elettrici molti già sono nei parcheggi dell’Anm manutenere la spesa ammonta a 144 milioni. Collegato all’acquisto degli autobus elettrici un altro stanziamento da 36 milioni per adeguare depositi di Anm a ospitare questi nuovi mezzi.
Progetto che si articola in tre linee di intervento: la realizzazione delle infrastrutture di ricerca, adeguamento di opere civili e opere per l’alimentazione degli stessi bus. Per il complemento della flotta della Linea 1 della metro c’è l’acquisto di ulteriori 3 treni che si aggiungeranno entro il 2026 agli altri 20 già ordinati di cui 10 già in funzione il costo è di 41,5 milioni. La stessa operazione – 30 milioni – la si sta facendo per l’acquisto di 3 treni per la linea 6 che inizierà l’esercizio il primo luglio. Per l’ampliamento del deposito dell’officina della Linea 1 a Piscinola calati a terra altri 68 milioni. Per rifare la linea del tram – inclusi l’acquisto di 5 tram – che va da San Giovanni a piazza Sannazaro investiti 45 milioni.

























