La legge speciale per i Campi Flegrei non è soltanto una richiesta di nuove regole per affrontare il bradisismo. È anche, e forse soprattutto, una partita sul controllo operativo delle ingenti risorse pubbliche destinate al territorio.
I sindaci di Pozzuoli, Bacoli e Monte di Procida chiedono infatti di essere riconosciuti come soggetti attuatori degli interventi. Una richiesta che viene presentata come necessaria per accelerare cantieri, contributi e rientri nelle abitazioni, ma che apre inevitabilmente una questione politica: quanto spazio dovrà avere il Governo nella gestione e nel controllo delle risorse e quanto, invece, dovrà essere trasferito ai Comuni?
Luigi Manzoni, Josi Della Ragione e Salvatore Scotto di Santolo sostengono di essere pronti ad assumersi la responsabilità della fase attuativa. Il punto, però, è capire con quali strumenti, quali controlli e soprattutto quali garanzie di trasparenza. Perché affidare ai Comuni maggiori competenze significa anche attribuire loro un ruolo diretto nella gestione di risorse consistenti, riducendo i passaggi attraverso le strutture statali.
La richiesta viene motivata con la necessità di superare la lentezza della macchina amministrativa. Un argomento difficile da contestare, soprattutto davanti alle famiglie ancora fuori casa e alle attività economiche in difficoltà. Ma la velocità delle procedure non può diventare automaticamente sinonimo di minori controlli o minore presenza dello Stato.
Il sindaco di Bacoli insiste sulla necessità di aumentare il personale, chiedendo tecnici, ingegneri e amministrativi dedicati. Una necessità reale, se i Comuni devono assumere nuove responsabilità. Ma proprio per questo diventa ancora più importante stabilire con chiarezza chi controlla chi spende, come vengono assegnati gli interventi e quali sono i risultati ottenuti.
Il tema emerge anche quando Della Ragione punta il dito contro la struttura commissariale per la gestione delle opere pubbliche e chiede conto degli 800 milioni di euro disponibili: «Quanto si è speso?». È una domanda legittima. Ma la stessa domanda deve essere posta a tutti i livelli istituzionali, compresi i Comuni che chiedono oggi di diventare protagonisti della spesa.
La vera sfida, dunque, non è soltanto decidere se i sindaci debbano diventare soggetti attuatori. È costruire un sistema nel quale più autonomia significhi anche più responsabilità e più controlli, senza trasformare la legge speciale in un semplice trasferimento di potere e di risorse dal Governo ai territori.
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