Mugnano. Cipressa gravissimo dopo l’agguato: si riaccende la tensione a nord di Napoli, ombre su una faida interna e su alcuni strani episodi

0
Condividi
1.023 Visite

L’agguato che ieri pomeriggio ha ridotto in fin di vita Giuseppe Cipressa, detto “Peppaccio”, segna un nuovo capitolo nella faida silenziosa che attraversa l’area nord di Napoli. In via Luca Giordano, a Mugnano, nel cuore del territorio degli Amato-Pagano, ignoti hanno affiancato l’ex reggente del clan e aperto il fuoco: almeno tre colpi di pistola che lo hanno ferito alla clavicola, all’orecchio e al torace. Cipressa, 64 anni, ha perso il controllo dell’auto, schiantandosi contro un cancello. È stato soccorso in codice rosso e portato all’ospedale San Giuliano di Giugliano, dove resta ricoverato in prognosi riservata.

Conosciuto come figura storica del clan degli “Scissionisti”, Cipressa non era un uomo d’azione ma un gestore di affari e contabilità. L’agguato, in pieno giorno e in una zona centrale, è un messaggio forte: qualcuno vuole ribadire il controllo del territorio o ridefinire i rapporti di potere. Non si esclude che dietro ci sia un regolamento di conti interno o una disputa legata al traffico di droga.

Le indagini dei carabinieri di Marano e Mugnano si concentrano su alcune telecamere e su un dettaglio che potrebbe rivelarsi decisivo: ci sarebbe un testimone che avrebbe visto parte della scena e potrebbe fornire elementi utili per identificare i sicari. Dopo l’incendio — o tentato incendio — di un panificio legato a un esponente degli Amato-Pagano, l’agguato a “Peppaccio” appare come un nuovo segnale di tensione. Un episodio che riaccende i riflettori su una camorra che non conosce tregua, capace di colpire ancora con ferocia nel suo stesso territorio.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
  • Fascinated
  • Happy
  • Sad
  • Angry
  • Bored
  • Afraid

Commenti