Cemento, ancora cemento e distributori di carburanti. Da Marano a Giugliano, passando per Mugnano e Quarto, è un fiorire di cantieri. Il verde è ormai una chimera

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Uffici tecnici molto “soft”, inclini a firmare di tutto, ma soprattutto poco avvezzi ai controlli post concessioni. Vigili urbani disattenti o in scarso numero, politici indifferenti al problema perché amici e comparielli di costruttori, geometri, architetti, ingegneri, alcuni di questi anche border line.

Il refrain è sempre lo stesso: i permessi, in molti casi, sono regolari, le lottizzazioni sbloccate derivano da atti firmati nel passato. Ma intanto a Napoli nord, tra Mugnano, Quarto, Marano, Villaricca e Giugliano, si continua a costruire a più non posso. Parchi e palazzoni spuntano come funghi benché il mercato immobiliare non dia segnali di grandissima ripresa. Forse c’è dell’altro e forse sarebbe necessario anche un approfondimento dell’autorità giudiziaria. Non è il boom degli anni Ottanta o quello degli anni Novanta, ma è comunque un bel pugno negli occhi. La distruzione di tante aree verdi avviene ogni giorno, sotto gli occhi di tutti, che non fanno altro che girarsi dall’altra parte.

Dove non si costruiscono più palazzoni, come a Marano, si distrugge il verde, quel poco rimasto, rimpiazzandolo con distributori di carburanti. Nella sola Castel Belvedere se ne contano ormai 4-5 in poche centinaia di metri. Non solo colonnine per metano, diesel e benzina, ma anche strutture enormi dove i gestori realizzano bar, caffetterie e tanto altro. Stessa musica anche in altri territori.

I controlli? Sono approssimativi, un po’ per mancanza di personale, un po’ perché le norme, vedi alla voce distributori, sono molto permissive con i richiedenti delle concessioni. Mentre nel mondo, in altri paesi del mondo, ci si interroga sulla necessità di preservare l’ambiente e il verde, dove in tanti comprano pezzi di terreno per sottrarli alla furia della speculazione edilizia, da noi si costruisce e si distrugge il suolo. L’economia si muove, certo, ma si perde tanto altro.

E dove non si vedono palazzoni, parchi e distributori, allora vedi spuntare mansarde e mansardine, tettoie, sottotetti, tanto il piano casa regionale consente molto. I comuni di Napoli nord hanno poco in termine di verde e servizi, ma se vuoi trovare casa basta poco, che ce vò….

I piani regolatori nuovi? I famigerati PUc? Molte amministrazioni sono ancora in alto mare. Perdono tempo, il tempo necessario per rilasciare nuove concessioni edilizie.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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