Il Covid è ancora un argomento tabù per Giuseppe Conte. Non come il superbonus ma quasi. E alle giravolte di Conte, ormai, siamo abituati, ma l’ultima è davvero clamorosa. “Io ero contrario all’obbligo vaccinale per il Covid”, ha detto venerdi 27 giugno il leder del M5S, intervistato su La Verità dal direttore Maurizio Belpietro.
L’incoerenza di Giuseppe Conte sull’obbligo vaccinale per il Covid
Un’affermazione che non corrisponde assolutamente al vero. Il Movimento Cinque Stelle non solo ha votato l’obbligo vaccinale agli over 50, ma lo ha persino sostenuto con grande fermezza. L’ex deputato pentastellato Marco Bella, uno dei pochi a schierarsi contro le misure restrittive come la chiusura delle scuole e il green pass obbligatorio, smentisce la versione di Conte. “Io e pochi altri opponevamo le evidenze scientifiche spiegando che il vaccino, utile o non utile, non proteggeva dal contagio, ma fummo trattati come dei pazzi”, dice a La Verità l’ex deputato Bella, docente di chimica all’Università La Sapienza.
“L’obbligo vaccinale fu imposto dal Pd con la complicità di Conte”
“La legge sull’obbligo vaccinale nasce da una riunione del Pd organizzata con Enrico Letta, allora segretario del Partito Democratico, in cui i piddini conclusero che la legge avrebbe fatto guadagnare voti al Partito democratico”, spiega ancora Bella. Che, poi, aggiunge: “Tutti sapevamo che era un provvedimento propagandistico e antiscientifico”. La votazione si concluse con il voto contrario solo di Fratelli d’Italia e di una parte della Lega. E mentre Enrico Letta, intervenendo alla festa dell’Unità a Bologna, affermava che “il vaccino è libertà”, l’ex premier Conte, alla fine del 2021, dichiarava: “Dobbiamo spingere per l’obbligatorietà in tutte quelle situazioni in cui ci sono assembramenti, in prospettiva anche nei luoghi di lavoro”.























