Da Pozzuoli e Bagnoli, non sono poche le famiglie che cercano di andare via, di lasciare le loro abitazioni, e trovare una soluzione alternativa. Ma per molti sta diventando un’odissea.
Convivere con il bradisismo non è semplice e non tutti sono capaci di opporsi, resilienti, alle scosse più forti. Dalla propria terra nessuno si allontana serenamente, preoccupati anche per le difficoltà di ricominciare altrove, e molti raccontano di accontentarsi persino di soluzioni temporanee. Quando arrivano le scosse, la reazione comune è quella solita: si dorme in macchina, da parenti o negli alberghi, ma difficilmente a casa propria.
I numeri dei posti letto occupati dalle aree di accoglienza, messe a disposizione dai Comuni, sono talmente esigui che non vengono considerati dai cittadini come vere soluzioni. Intanto, la città di Pozzuoli appare sempre più vuota, cartelli con scritto «Vendesi» si possono notare in ogni angolo della città. Sono spesso testimonianza delle continue rinunce dei residenti, stanchi e spaventati come sono, i quali cercano la tranquillità lontano dal bradisismo. Gli allontanamenti non sono causati solo dagli sgomberi, ma anche dall’angoscia e dalla paura del futuro.
Molti stanno cercando casa sul litorale domizio, Castelvolturno, Pinetamare, Mondragone, altri più nell’interno. Zone come il basso casertano, Teverola, Trentola, Cesa, Sant’Arpino. Ma anche la zona aversana. Prezzi carissimi, però, ovunque. Ma in futuro, secondo tanti osservatori, sarà inevitabile il trasferimento di parte dei cittadini che vivono nei Campi flegrei: 500mila persone su un vulcano super attivo, purtroppo, non possono starci.

























