Scatta il piano, con arresti, contro le aggressioni a medici e infermieri: cosa prevede

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Solo nel 2023 sono state registrate oltre 16 mila segnalazioni di aggressioni a medici e infermieri per un totale di circa 18 mila operatori sanitari coinvolti. Numeri preoccupanti, pochi giorni fa agli ospedali Riuniti di Foggia l’ultimo episodio: medici e infermieri asserragliati in una stanza per difendersi dai familiari di una paziente 23enne morta durante un intervento chirurgico. Ma il governo non resta a guardare: questa mattina il ministro Orazio Schillaci ha incontrato i rappresentanti delle categorie per discutere il rafforzamento delle misure per proteggere gli operatori sanitari.

“Ci siamo confrontati anche con il ministro Nordio. In questo momento riteniamo che lo strumento più utile per cercare di combattere questo fenomeno inaccettabile, ovvero le aggressioni al personale sanitario, è quello di introdurre sempre l’arresto in flagranza di reato, anche differito“, le parole del titolare della Salute al termine della riunione con la Fnopi (Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche) e gli ordini di varie professioni sanitarie. Sul punto Schillaci ha evidenziato che prima verrà avviato anche un confronto con le parti sindacali per discutere i dettagli di questo piano anti-aggressioni.

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