Renzi, l’ultima piroetta. Da rottamatore ad autoriciclato nel campo largo. L’uomo più attaccato dalla sinistra è tornato in ginocchio…

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Foto Daniele Badolato - LaPresse 28 05 2013 Torino Sport Partita del cuore 2013 Nella foto : Matteo Renzi Photo Daniele Badolato - LaPresse 28 05 2013 Turin Sport Partita del cuore 2013 In the picture Matteo Renzi
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Con quella faccia un po’ così, tra Pinocchio-monello e statista incompreso, Matteo Renzi è pronto al grande salto, che poi è una gamberata, verso i lidi del Nazareno. Un ritorno all’antico ma non troppo. L’ex premier in queste ore è in preda a una malcelata agitazione per accreditarsi come la new entry più prestigiosa del campo largo. Sempre più  un campo accidentato e incoltivabile. È bastato un cenno di Elly Schlein, che ha pro tempore le chiavi di casa del Pd, per ringalluzzire l’ex sindaco di Firenze, ex segretario dem, ex premier. Con una di quelle piroette magistrali di cui è cintura nera, Renzi è al lavoro per il grande inciucio con il fronte anti-meloniano e per di più con la presunzione (l’uomo non spicca per umiltà)  di fare il regista di una ipotetica spallata. Proprio così, il killer di Giuseppe Conte e prima ancora di Enrico Letta, “dall’alto” della percentuale risibile ottenuta alle europee, starebbe preparando il terreno per disarcionare la premier, finora stabilmente in sella. È il suo sport preferito.

Lo strano attivismo di Renzi per ri-entrare nel Pd

Così l’ex baldanzoso rottamatore in queste ore veste i panni dell’auto-riciclatore. Rottamatore-guastatore-riciclatore fai da te. Riciclarsi (confidando nella scarsa memoria altrui): non proprio una bella fine. Prima la partita del cuore con la foto opportunity accanto alla Elly versione goleador, poi il ritorno amplificato dalla grancassa mediatica alla Festa dell’Unità. Un passo alla volta per tornare nel Pd e sconfiggere i niet della coppia Bonelli-Fratoianni e il no pasaran di Conte. Tutto, perfino il sì al referendum con tanti saluti al Jobs act, il suo “capolavoro”, pur di restare in pista. E se per risultare gradito a chi, anche tra le file dem, non lo vuole tra i piedi,  il prezzo da pagare è chiamare la carica contro Giorgia, spalleggiato da toghe e stampa amica, il buon Matteo non si tira indietro. E se per farlo si deve sparare a palle incatenate contro Arianna Meloni, nessun problema. Renzi è in prima linea, campione di bluff e falsi bersagli.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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