Visti gli innumerevoli commenti di ieri, all’articolo riguardante la voce di un cittadino che lamentava una perdita idrica in via Padreterno da oltre quindi giorni, sembra proprio il caso di dirlo: la città di Marano fa acqua da tutte le parti.
Si segnalano ulteriori casi che stanno provocando non poche difficoltà ai cittadini con ingenti perdite d’acqua potabile che è un ‘bene prezioso’ e un crescente deterioramento del manto stradale. Lo sanno anche i sassi che le squadre di pronto intervento alcune volte intervengono solo dopo molti giorni, in alcuni casi dopo settimane e, in altri casi, non intervengono proprio lasciando scorrere fiumi d’acqua tanto preziosa quanto costosa per tutti noi.
Fenomeni in costante aumento, che probabilmente dipendono dalla mancata sostituzione progressiva delle tubature più vecchie e da un piano di rinnovo infrastrutture. Tanti i disagi che tali episodi comportano sia per le persone nelle singole abitazioni che per gli esercenti le attività commerciali oltre che per gli automobilisti.
Perdite idriche non solo in via Padreterno, dicono i cittadini, ma anche in via Marano Pianura, ingresso di via Pigna, via San Rocco, via Corree di Sotto e in via Giordano Bruno, che non vengono riparate da più di 15 giorni, altre da quasi un mese, nonostante le dovute segnalazioni fatte a chi di dovere.
Talvolta, alle segnalazioni viene data una risposta ‘rassicurando’ i cittadini per una pronta riparazione ma che, in realtà, si trasforma in una ‘beffa’ perché la perdita è ancora lì che ‘zampilla’ felicemente per le ire di chi ci vive e di chi ci passa e, intanto, si perde acqua potabile che qualcuno, alla fine dei giochi, dovrà pur pagare.
Non si interviene ne con gli interventi di riparazione ‘rattoppo”, ne tantomeno con interventi di sostituzione tubature ‘ex novo’. Intanto, le strade si stanno crepando con tanto di buche che gli omini del Comune, generalmente ricoprono con sacchetti di asfalto a freddo, asfalto che pagano sempre i cittadini e che, alle prime piogge e sotto i passaggi delle auto, andrà probabilmente disperso chissà dove con ulteriore spreco di denaro pubblico.
Episodi su episodi, di una serie non certo trascurabile di perdite, dimostrano che è evidente che non basta più solamente affrontare il problema al verificarsi delle rotture, affidandosi a continue riparazioni che si configurano spesso come palliativi di brevissima durata.
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