Dissesto alle porte, De Magistris va a piangere da Di Maio. Vuole un Salva Napoli

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Punta sull’ala napoletana del M5S – molto corposa – il sindaco Luigi de Magistris per cercare di portare a casa un provvedimento che eviti il default. Si tiene alla larga – o cerca di farlo – dalle diatribe interne ai grillini e punta al risultato. Nella sostanza fa sponda sia con il Presidente della Camera Roberto Fico della sinistra grillina con il quale il dialogo è costante sia con Luigi Di Maio promotore del «contratto» con la Lega. Uno scenario che si è ben delineato ieri quando nel suo tour romano de Magistris – scortato dal direttore generale Attilio Auricchio – ha incontrato molti pezzi del Governo, a iniziare dal vicepremier Di Maio, quindi il ministro dell’Ambiente Sergio Costa anche lui napoletano, il viceministro dell’Economia Laura Castelli ed il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Vincenzo Spadafora afragolese di nascita. Obiettivo dei vertici per nulla nascosto: una legge speciale per i Comuni in difficoltà finanziaria a iniziare da Palazzo San Giacomo oberati dal cosiddetto «debito ingiusto». Ma non solo. Perché con Costa de Magistris ha fatto il punto su Bagnoli per capire che mosse intende fare sull’area ex Italsider. E come sindaco metropolitano l’ex pm è attento alle vicende della Terra dei fuochi. Come è andata? L’ex pm la racconta così la densa giornata di ieri: «Mi reputo molto soddisfatto dell’esito degli incontri. Si è parlato di numerosi argomenti riguardanti i rapporti tra la Città ed il Governo. Incontri che sono stati proficui e che delineano un livello di massima cooperazione istituzionale tra la città di Napoli ed il Governo». Sindaco dunque soddisfatto in attesa di fatti concreti e delle reazioni dell’altro pezzo di Governo, quello colorato di verde, la Lega di Matteo Salvini.

Il Mattino

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