Quando l’allievo supera il maestro. Se Denis Verdini, stampella vitale del governo Renzi, ha flirtato a lungo con il Pd, senza però avere il coraggio di saltare su quel carro, il figlio Tommaso ha rotto gli indugi e ha preso la tessera del Partito Democratico. In silenzio, senza dire niente a nessuno. Una decisione tenuta talmente riservata, che, verificando l’elenco degli iscritti, si scopre che Verdini junior è passato dall’altra parte della barricata da ben tre anni, prendendo la tessera a Roma. Inutile provare a chiedergli conto del perché di questa scelta, assai curiosa per un ragazzo cresciuto al fianco del padre, negli anni in cui Denis era il plenipotenziario di Berlusconi: decideva tutto e sceglieva tutti i candidati o quasi. Renzi è una sua conoscenza di vecchia data?, chieseVanity Fairin una intervista all’architetto del Patto del Nazareno. «No, è molto più giovane di me, aveva rapporti più con i miei figli». E aveva ragione.
Firenze è piccola…
Al telefono è un no comment secco: «È una scelta privata, vi prego di rispettarla. Non voglio creare polveroni», dice Verdini junior con voce gentile, ma ferma. Però Firenze è piccola, il giro di amici di Tommaso è ampio e basta fare qualche altra chiamata per scoprire quando è scoppiata la passione politica per Renzi, nonostante gli anni passati a contatto diretto con Berlusconi. Verdini, oggi 27enne, ha fatto il liceo al Poggio Imperiale, prestigioso istituto privato a due passi dal Piazzale Michelangelo. È anche qui che l’allora giovanissimo Renzi incontrò più volte i ragazzi, con la fascia da presidente della Provincia, anche a caccia del voto dei tanti 18enni che lo sostennero alle primarie «contro tutti» per diventare sindaco. Ecco, dopo quei faccia a faccia Verdini junior ha sempre votato per «Matteo», mentre il babbo gli mise contro l’ex portiere della Fiorentina Giovanni Galli per la sfida, impari, verso Palazzo Vecchio. Poi Tommaso si è diplomato, iscritto all’università ed è pure diventato giornalista pubblicista al Giornale della Toscana, costola locale del Giornale di Berlusconi, poi però risucchiato nella voragine del fallimento.
Oggi Verdini junior è un imprenditore. In centro a Firenze, qualche mese fa, assieme ad altri soci ha aperto PaStation, un ristorante specializzato in pasta, tra i cui arredi spicca tanto azzurro. E in programma c’è anche l’inaugurazione di un nuovo punto vendita a Londra. Tutto mentre, complice la giovane età, Verdini junior si gode la movida fiorentina, a volte esagerando. Come nel marzo 2015, quando il suo Suv in zona pedonale viene bloccato dalle ganasce: lui e i suoi amici riescono a spaccarle e ripartono. Ma i vigili li riacciuffano sulle colline, suonando a casa Verdini in piena notte, con babbo Denis infuriato.

























