Napoli, in commissione Bilancio il piano industriale dell’Asìa. Differenziata al 32 per cento

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In commissione Bilancio il Piano industriale dell’Asìa e l’aggiornamento
sui dati della raccolta differenziata

Con l’amministratore unico della partecipata Asìa, Francesco
Iacotucci, la commissione Bilancio ha oggi discusso delle linee
principali del Piano Industriale di Asìa, ora al vaglio
dell’amministrazione, allargando il discorso alle prospettive
dell’azienda, alla luce della nuova normativa regionale sugli ambiti,
all’organizzazione dei servizi forniti dalla partecipata e ai dati
reali sulla raccolta differenziata. La presidente della commissione,
Manuela Mirra, ha introdotto l’argomento spiegando che si tratta di
una delle tappe del percorso che la commissione sta svolgendo per
prendere conoscenza dello stato di salute delle partecipate: a fine
novembre, con la stessa azienda, sarà discusso il bilancio, fatto
importante in vista del bilancio consolidato, dal prossimo anno, con
quello comunale.

Molti dei consiglieri intervenuti, nel corso della riunione, hanno
posto domande su diversi aspetti: sulla tipologia di gare che l’Asìa
svolge, sull’esistenza di contenziosi di rilevante peso,
sull’esposizione dell’azienda verso le banche, sul rischio creato
dalla nuova normativa regionale che, soprattutto con la previsione dei
biodigestori e della tariffa unica in ogni ambito che si andrà a
creare, penalizzerà sia l’ambiente che i Comuni virtuosi, sulla
possibilità di passare dalla tassa calcolata sui metri quadri alla
tariffa che incentiva a differenziare (Brambilla, Mov. 5 Stelle); sul dato reale della raccolta differenziata e sulle strategie per la sua estensione, sui costi dello smaltimento dell’indifferenziato, sulla
previsione di altri impianti di compostaggio oltre quello che sorgerà
a Ponticelli (Buono, Verdi Sfasteriati); sulle reali prospettive di
fusione tra Asìa e Sapna, la società provinciale che si occupa dello
smaltimento, nell’ambito del territorio metropolitano, e sullo
spazzamento che, soprattutto in periferia, è molto carente o
inesistente (Andreozzi di Dema); sulle misure organizzative che si
intende adottare per rimediare alla discriminazione dei territori sul
servizio di spazzamento e di diserbamento (Arienzo, PD), oltre che per
la raccolta degli sfalci di potatura (Gaudini, Verdi Sfasteriati);
sulla distribuzione del personale sui diversi settori aziendali
(Pamieri, Napoli Popolare); sull’esistenza di un contenzioso relativo
all’impianto di compostaggio a Scampia, poi archiviato (Rinaldi,
Napoli in Comune a Sinistra).

Nella relazione iniziale e in diverse repliche, l’amministratore unico
di Asìa ha offerto un quadro generale di quanto realizzato e delle
prospettive legate al Piano Industriale da realizzare nei prossimi 2
anni. Negli ultimi 3 anni l’Asìa ha chiuso in attivo il proprio
bilancio: dopo la ricapitalizzazione e l’approvazione del Contratto di
Servizio nel 2013, che ha permesso una reale analisi dei costi,
l’azienda ha perseguito economie generali, una strategia di
ottimizzazione del lavoro e di incentivazione della produttività,
investimenti e internalizzazioni di parti del servizio prima affidate
all’esterno.

Il Piano Industriale parte da questi presupposti ed è
ispirato alla centralità delle esigenze del territorio, alla ricerca
di soluzioni di investimento e di organizzazione che portino
all’incremento della raccolta differenziata. Nell’estensione del porta
a porta, che in questi giorni interessa Pianura, la City e alcuni
parchi di Secondigliano, si è passati da bacini molto ampi a zone più
limitate, da 4mila a 20mila abitanti, differenziando anche la
tipologia. Il dato reale della raccolta ad oggi è del 32%, ed è
positivo che anche la norma nazionale conteggi la percentuale con
parametri simili a quelli adottati da Asìa.

Il sistema del porta a
porta mostra una crescita lineare delle popolazioni interessate di
80mila all’anno, per cui presumibilmente a fine 2018 si arriverà a
600mila abitanti coinvolti. La nuova normativa regionale apre alla
possibilità che l’azienda, che resta fermamente ancorata al principio
della gestione pubblica del ciclo dei rifiuti, svolga un ruolo
diverso, anche nella gestione di impianti, da qui la necessità di
consolidare ulteriormente i risultati raggiunti. La costruzione
dell’impianto di compostaggio a Napoli Est sarà una svolta
fondamentale e, con la riduzione del costo a tonnellata dello
smaltimento dell’organico (da 136 euro a 90/100 euro), consentirà
anche una netta diminuzione della tassa a carico dei cittadini. Già
ora il costo per i rifiuti differenziati è inferiore a quello per lo
smaltimento dell’indifferenziato, oggi determinato e gestito da Sapna,
che ammonta a 142/143 euro.

Sul personale, che ha età media di 59 anni, dopo la mobilità in entrata da altre partecipate, attualmente
l’Asìa conta su 2.300 unità, delle quali circa 300 impegnate in
servizi amministrativi. Con l’esodo per pensionamento (circa 80
persone all’anno) è indispensabile un ricambio del personale, esigenza
che per ora è bloccata in quanto future assunzioni sono subordinate
dalla legge nazionale (decreto Madia) alle liste regionali di mobilità
e dalla legge regionale all’assorbimento delle unità degli ex
Consorzi di Bacino (Asìa ha già assorbito 340 unità nel 2009). Sul
piano degli investimenti, Asìa ha programmato un ricambio degli
automezzi e l’acquisto di mezzi piccoli gestibili da un solo
operatore, oltre all’acquisto di spazzatrici (20) per far sì che lo
spazzamento meccanizzato, finora affidato all’esterno, sia
internalizzato. Una diversa organizzazione dei circoli, accorpati,
consentirà di una migliore distribuzione, sul territorio, delle
risorse dedicate allo spazzamento.

Tutti i bandi di gara sono
pubblicati nell’area trasparenza del sito di Asìa, nel quale è
possibile riscontrare anche la frequenza dei pagamenti del Comune
(attualmente il ritardo è di 9/10 mesi). Per quanto riguarda i
contenziosi, si cerca di chiudere quelli risalenti a tempi più
remoti, mentre recentemente si è concluso quello che contrapponeva
Asìa e Enerambiente, con la conseguente liberazione degli
accantonamenti di risorse che prudenzialmente l’azienda aveva
effettuato. L’azienda pubblica che si occupa dei rifiuti a Napoli,
non è fonte di sprechi, ha concluso Iacotucci, e si sta attrezzando
per migliorare in termini di efficienza per affrontare le sfide future.

© Copyright Redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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