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On. Nello Musumeci
Oggetto – Campi Flegrei, richiesta urgente di Stato di Emergenza e Legge Speciale
Ministro Musumeci,
Le scrivo oggi come portavoce del Comitato Emergenza Campi Flegrei, ma anche come cittadina che Lei ha già incontrato e ascoltato.
Ci siamo incontrati nel giugno 2024, dopo che Le avevo inviato una PEC nella quale avevo rappresentato la situazione che stavamo vivendo e le richieste di una popolazione già profondamente provata dal bradisismo.
Io sono ancora sfollata dalla mia abitazione dal 2024.
A distanza di oltre due anni, devo purtroppo prendere atto che la gestione ordinaria non è stata sufficiente a restituirmi la mia casa e a garantire alla popolazione quella sicurezza che allora Le chiedevo.
Dalle richieste che Le rappresentai, l’unica risposta concreta che ho ricevuto è stata il CAS.
Per il resto, molte richieste sono rimaste senza una risposta concreta. Le parlai delle persone con disabilità e della necessità di predisporre strumenti specifici per proteggerle durante l’emergenza, compreso un servizio telefonico dedicato, ma quel servizio non è mai arrivato. Le parlai della necessità di un hub, un punto di riferimento concreto per la popolazione durante l’emergenza, ma quell’hub non è mai stato realizzato.
Nel frattempo noi siamo ancora qui, a vivere una situazione che dal 2024 non è affatto terminata.
La scossa del 31 luglio 2026, di magnitudo 4.7, ha rappresentato un nuovo e drammatico campanello d’allarme.
È accaduto però un fatto di grande rilevanza che vorrei sottoporre alla Sua attenzione.
Dopo la scossa del 31 luglio, il sindaco di Pozzuoli, Luigi Manzoni, aveva chiesto ai propri tecnici di predisporre una relazione sulla situazione del territorio, proprio perché era intenzionato a sostenere la richiesta dello Stato di Emergenza.
La relazione predisposta dagli uffici comunali ha analizzato i danni provocati dalla scossa del 31 luglio, inserendoli in un quadro già fortemente compromesso dagli eventi sismici precedenti.
Stiamo parlando quindi di tecnici di un’Amministrazione pubblica che hanno rappresentato la gravità della situazione e la necessità di ricorrere a strumenti straordinari.
Le conclusioni di quel documento sono molto chiare. È stata evidenziata l’impossibilità di fronteggiare la situazione con i soli mezzi e le risorse ordinarie e la necessità di strumenti più agili e di misure straordinarie.
Cronaca Flegrea ha successivamente pubblicato anche i sette punti conclusivi di quella relazione.
Ed è proprio a questo punto che noi cittadini ci poniamo una domanda.
Cosa è accaduto nel frattempo?
Perché la linea è cambiata?
Perché, dopo gli incontri istituzionali successivi, compreso quello con il Presidente della Regione Campania Roberto Fico, si è virato verso la Legge Speciale?
È una domanda che noi cittadini abbiamo il diritto di porre e alla quale riteniamo di avere anche il diritto di ricevere una risposta.
Noi flegrei ci sentiamo alla mercé delle decisioni delle istituzioni locali e, soprattutto, non ci sentiamo sufficientemente tutelati.
Per questo ci rivolgiamo a Lei.
Ho verificato quanto prevede il Codice della Protezione Civile. Lo Stato di Emergenza di rilievo nazionale viene deliberato dal Consiglio dei Ministri, secondo quanto previsto dall’articolo 24.
Chiediamo quindi che sia lo Stato ad assumersi questa responsabilità.
Noi cittadini siamo arrivati al punto di dover chiedere con forza ciò che dovrebbe essere valutato sulla base della situazione reale del territorio, delle relazioni tecniche, dei dati scientifici e della tutela dell’incolumità pubblica.
Anche la direttrice dell’Osservatorio Vesuviano dell’INGV, Lucia Pappalardo, ha spiegato che il suolo continua a sollevarsi e che dobbiamo aspettarci ulteriore attività sismica, con la possibilità anche di eventi più forti.
Qui stiamo parlando di una tragedia annunciata.
Una tragedia che può essere prevenuta?
E se può essere prevenuta, perché non lo si sta facendo?
Sappiamo che lo Stato può assumere questa decisione e sappiamo anche che la popolazione può esercitare una forte pressione affinché venga assunta.
E noi oggi quella voce la stiamo facendo sentire.
Abbiamo lanciato una petizione per chiedere lo Stato di Emergenza e, alla giornata di oggi, abbiamo raggiunto 12.856 firme.
Questa sera, 26 agosto, scenderemo in piazza a Pozzuoli con una manifestazione e una fiaccolata.
Porteremo in piazza la voce di migliaia di cittadini.
Lo facciamo perché abbiamo paura.
E la nostra paura non è infondata.
Qui non stiamo vivendo semplicemente un terremoto che avviene e poi finisce.
Qui viviamo il bradisismo.
La domanda non è se ci sarà un’altra scossa.
La domanda è quando arriverà e quale zona toccherà.
La scossa del 31 luglio, di magnitudo 4.7, ha dimostrato ancora una volta quanto sia seria la situazione.
La popolazione vive in un territorio densamente abitato, dentro edifici che da anni sono sottoposti a continue sollecitazioni.
Nessuno può sapere quale sarà l’intensità della prossima scossa e quali saranno le conseguenze sugli edifici già vulnerabili.
Un tecnico può verificare un edificio e stabilire se, in quel momento, sia agibile o inagibile.
Ma non può garantire che quella stessa abitazione sarà sicura anche dopo la prossima scossa.
Questa è una differenza enorme.
Perché noi non stiamo vivendo un fenomeno che si è concluso.
Stiamo vivendo un fenomeno che continua.
E una casa che oggi viene considerata agibile potrebbe essere sottoposta domani a una nuova sollecitazione.
Noi cittadini questo lo abbiamo capito molto bene.
E sappiamo che la prossima scossa potrebbe trasformare questa emergenza in una tragedia.
Lo Stato cosa intende fare?
Dobbiamo aspettare che una nuova scossa provochi vittime per riconoscere che questa è un’emergenza?
Se è possibile intervenire prima e ridurre il rischio che ci siano vittime, perché non lo si fa?
C’è poi la questione delle scuole.
Nel 2024 sono state stanziate ingenti risorse per gli interventi pubblici nell’area dei Campi Flegrei. Eppure, dopo la scossa del 31 luglio, diversi edifici scolastici hanno richiesto verifiche e sono emerse nuove criticità.
Cosa sarebbe accaduto se la scossa del 31 luglio fosse avvenuta in un giorno scolastico, con le scuole piene di bambini e ragazzi?
Noi cittadini vogliamo sapere se i nostri ragazzi sono al sicuro.
E non sono soltanto le scuole a preoccuparci.
Ci sono le infrastrutture che utilizziamo ogni giorno.
La Cumana è un collegamento fondamentale per migliaia di cittadini. Eppure anche la rete ferroviaria è stata interessata da interruzioni e verifiche dopo gli eventi sismici.
Ci chiediamo quindi quanto siano sicure le infrastrutture attraverso le quali continuiamo ogni giorno a spostarci.
Possiamo essere certi che tunnel, linee ferroviarie e infrastrutture siano in grado di garantire la nostra sicurezza anche davanti a nuove scosse?
Nel frattempo abbiamo servizi sanitari dislocati, la guardia medica, la posta e altri servizi che non sono più facilmente accessibili come prima.
Abbiamo strade interrotte o interdette.
E quando una strada viene chiusa, in un territorio come questo, non viene meno soltanto la normale circolazione.
Vengono meno anche possibili vie di fuga.
Ministro, cosa deve accadere ancora sul nostro territorio affinché lo Stato riconosca che siamo davanti a un’emergenza che richiede strumenti straordinari?
Noi cittadini siamo stanchi delle tavole rotonde, degli incontri, delle riunioni e delle promesse.
Noi vogliamo i fatti.
Questa sera saremo in piazza per chiedere allo Stato di assumersi la propria responsabilità.
STATO DI EMERGENZA SUBITO.
E insieme chiediamo la LEGGE SPECIALE PER I CAMPI FLEGREI.
Perché una cosa non può sostituire l’altra.
Lo Stato di Emergenza serve ad affrontare immediatamente una situazione che continua a mettere sotto pressione il territorio e la popolazione.
La Legge Speciale serve invece a costruire il futuro dei Campi Flegrei.
Abbiamo bisogno di un piano pluriennale che affronti la sicurezza degli edifici, la situazione abitativa, le infrastrutture, le scuole, la mobilità, i servizi, le vie di fuga e il progressivo alleggerimento della densità abitativa nelle zone maggiormente esposte.
Chiediamo quindi che vengano adottati entrambi.
Non possiamo continuare ad aspettare una nuova scossa per intervenire con un altro decreto.
Dobbiamo programmare.
Dobbiamo prevenire.
Dobbiamo mettere in sicurezza questo territorio prima che sia troppo tardi.
Abbiamo anche bisogno di ragionare sul futuro di chi vive nelle aree maggiormente esposte.
È una richiesta che Le avevo già fatto nel 2024.
Lo Stato dovrebbe valutare la possibilità di sostenere economicamente, con una cifra congrua, quei cittadini che volontariamente decidessero di allontanarsi dalle proprie abitazioni.
Le abitazioni potrebbero essere acquisite secondo modalità stabilite dallo Stato e successivamente sottratte alla residenza, all’interno di un progetto più ampio di riduzione della densità abitativa e di messa in sicurezza del territorio.
Sono decisioni difficili.
Ed è proprio per questo che non possono essere lasciate sulle spalle dei cittadini o dei comitati.
Deve essere lo Stato ad assumersi la responsabilità delle scelte.
Molti di noi vivono nei Campi Flegrei da generazioni.
Abbiamo costruito qui le nostre vite.
E lo Stato stesso, nel corso dei decenni, ha consentito e accompagnato lo sviluppo urbanistico di questo territorio.
Non possiamo essere noi cittadini a pagare gli errori delle scelte compiute negli anni.
E non possiamo comprendere come, nello stesso territorio, possano essere programmate e finanziate grandi opere e iniziative mentre migliaia di cittadini vivono ancora in una condizione di profonda insicurezza.
Stiamo parlando di priorità.
E per noi la priorità deve essere la sicurezza delle persone.
So che già in passato il Governo aveva valutato la possibilità di intervenire con lo Stato di Emergenza e ricordo ancora le Sue dichiarazioni dell’epoca relative alle difficoltà incontrate sul percorso decisionale.
Oggi Le chiedo di tornare a guardare ai Campi Flegrei attraverso gli occhi delle persone che ci vivono.
Dopo la scossa del 31 luglio, dopo la relazione tecnica commissionata dal Comune, dopo le conclusioni dei tecnici comunali, dopo gli incontri istituzionali e dopo la mobilitazione di migliaia di cittadini, riteniamo che sia arrivato il momento che lo Stato si assuma fino in fondo la propria responsabilità.
Non possiamo aspettare che sia una tragedia a dirci che avevamo ragione ad avere paura.
Questa sera saremo in piazza con una fiaccola in mano.
Chiediamo allo Stato di non lasciarci soli.
Chiediamo che venga dichiarato lo STATO DI EMERGENZA e che venga avviato il percorso per una LEGGE SPECIALE PER I CAMPI FLEGREI.
Lo chiediamo prima che accada qualcosa che nessuno di noi vuole nemmeno immaginare.
Cordiali saluti
Laura Iovinelli
Portavoce
Comitato Emergenza Campi Flegrei























