Campi Flegrei, l’opposizione regionale chiede (giustamente) allargamento dei fondi a Quarto e Giugliano. Marano resta fuori: “Ancora una volta dimenticata”

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Un passo nella direzione giusta, ma con una nuova, pesante esclusione. È questo il senso dell’emendamento presentato da un gruppo di consiglieri regionali alla proposta di legge n. 62 del 12 agosto 2026, relativa alle misure straordinarie in favore dei territori colpiti dall’emergenza conseguente allo sciame sismico dei Campi Flegrei del 31 luglio.

La proposta originaria prevedeva misure straordinarie di sostegno finanziario esclusivamente per il Comune di Pozzuoli. L’emendamento chiede invece di ampliare la platea dei Comuni interessati, includendo Pozzuoli, Bacoli, Monte di Procida, Napoli, Quarto e Giugliano in Campania, individuati nell’ambito della zona rossa.

Una modifica che appare certamente condivisibile: l’emergenza flegrea non può essere affrontata guardando esclusivamente ai confini amministrativi di un singolo Comune. Se il rischio riguarda un territorio più ampio, anche le misure di sostegno devono necessariamente tenere conto della reale estensione delle aree interessate.

È significativo, infatti, che nell’emendamento vengano inseriti Quarto, comune in piena zona rossa, e Giugliano in Campania, territorio che presenta porzioni ricadenti nella zona rossa e che quindi è direttamente interessato dalle conseguenze dell’emergenza.

Ma proprio questa apertura rende ancora più difficile comprendere una nuova assenza: Marano di Napoli.

Ancora una volta, infatti, il Comune di Marano è rimasto fuori dal perimetro delle misure richieste. Eppure una parte consistente del territorio comunale è interessata dalla zona rossa e il Comune rappresenta, di fatto, un continuum territoriale con Quarto.

La domanda, quindi, nasce spontanea: se è giusto inserire Quarto e Giugliano perché interessati dalla zona rossa, perché Marano continua a non essere considerata?

Non si tratta di una questione puramente campanilistica o di una rivendicazione politica. Si tratta di riconoscere le condizioni reali in cui vivono i cittadini.

L’emergenza non si ferma davanti ai confini amministrativi. Una scossa non distingue tra un Comune e l’altro, così come il rischio per gli edifici, le infrastrutture, la mobilità e la sicurezza dei cittadini non può essere valutato soltanto sulla base delle appartenenze territoriali.

Il caso di Quarto è particolarmente significativo proprio perché il suo territorio è strettamente connesso a quello di Marano. Le due realtà sono fisicamente e urbanisticamente collegate e, in alcune aree, costituiscono un unico tessuto abitativo.

 

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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