Tragedia in piazza San Domenico, anche un altro giovane aveva provato la scalata. Forse Emmanuele aveva fatto una scommessa

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Una birra, un finto spinello e dei fiori. Così gli amici hanno voluto ricordare in piazza San Domenico Maggiore Emmanuele Pirozzi, il 23enne morto mentre tentava di arrampicarsi sull’obelisco. Lo stesso obelisco dove ieri è stato messo uno striscione con la scritta “Ciao Lele” sotto il quale sono stati sistemati due girasoli, un altro fiore, tre lumini con candele, una bottiglia di birra mezza piena e un sigaretta rullata come fosse uno spinello. Un tributo anomalo, come è stata, folle, tutta questa vicenda. Altri testimoni si aggiungono a quelli delle prime ore. Raccontano altro.
Emmanuele, l’assurda scalata dell’obelisco.

Dicono che “Lele” non è stato l’unico a provare la “pazza” arrampicata dell’obelisco alto quasi 26 metri. Anche un altro giovane, dal lato opposto a quello di Pirozzi, aveva provato a salire sul monumento, ma ha rinunciato poco dopo. “Lele, è troppo liscio, fermiamoci”, avrebbe detto all’amico che, invece, ha voluto insistere nella stupida impresa. Emmanuele a metà strada si è fermato. Forse per riprendere fiato.
E qui un altro giovane ha tentato di arrampicarsi per bloccarlo, per convincerlo a fermarsi, a desistere. Nel tentativo il ragazzo sì è graffiato le gambe e “sbucciato” le ginocchia. Emmanuele, invece, ha continuato a salire. Fino alla cima del colonnato.

Voleva salire in alto e affiancarsi alla statua di San Domenico. “Aveva fatto una scommessa”, sostengono alcuni ragazzi della zona che ne avrebbero parlato anche con i carabinieri nell’ospedale Loreto Mare, subito dopo l’incidente. Da quanto è stato ricostruito appare evidente la risolutezza dello studente di musica elettronica del conservatorio San Pietro a Majella di portare a termine il suo progetto. Dopo la breve sosta ha ripreso la scalata. Incurante delle urla che arrivavano dalla piazza. Qualcuno lo ha anche incitato ad andare avanti, altri lo hanno ripreso e fotografato con gli smartphone, ma ci sono anche gli amici che hanno tentato di bloccarlo.
Ragazzo muore cadendo dall’obelisco in piazza San Domenico Maggiore

Lo hanno invitato a fermarsi, a desistere dalla folle impresa, nata forse per un’assurda scommessa o per una bravata. Emmanuele è arrivato fino alla guglia. “Poi ha provato a salire in cima dandosi slancio con le braccia – raccontano alcuni testimoni – ma non ce l’ha fatta anche per la base che c’è sotto la statua». A questo punto il ragazzo ha gridato: “E mo’ come scendo. Come faccio”. Non tanto una richiesta d’aiuto, ma forse in quel momento si è reso conto del rischio che stava correndo. Poi non è chiaro se ha tentato ancora di salire, spostandosi dall’altro lato dell’obelisco, oppure ha cambiato idea e cercato di tornare indietro. Forse Emmanuele ha perso l’equilibrio, forse dopo la scalata non aveva più la forza per tenersi aggrappato a mani nude sul monumento. Sta di fatto che è precipitato tra le urla disperate di chi ha assistito alla scena.

Un volo di oltre 20 metri che si è concluso all’interno del recinto messo a protezione della base del monumento contro i “graffitari”. Tanto che i soccorritori per tirarlo fuori hanno dovuto forzare l’inferriata. Quando è arrivato il 118 il ragazzo è privo di coscienza ma ha ancora battito. Lo studente di musica al conservatorio, muore in ambulanza, nel tragitto verso il Loreto Mare.

La Repubblica

 

© Copyright Redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
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