Si è concluso questa mattina davanti al GUP di Napoli il procedimento a carico di Vincenzo Bevivino e Vincenzo Rossi, arrestati nel gennaio 2026 nell’ambito dell’inchiesta relativa all’aggressione ai danni di Gianluca Pisacane, fratello di Fabio Pisacane, allenatore del Cagliari.
Al termine del procedimento, il giudice ha escluso la contestazione di tentato omicidio, derubricando il reato in lesioni gravi. Per entrambi gli imputati è arrivata una condanna a cinque anni di reclusione.
Un risultato che, secondo la ricostruzione della difesa, è stato raggiunto anche grazie al lavoro svolto dai legali. Bevivino è stato assistito dall’avvocato Luigi Senese, mentre Rossi è stato difeso dall’avvocato Leopoldo Perone.
La vicenda risale al gennaio scorso, quando, secondo quanto contestato nell’ambito del procedimento, i due imputati avrebbero raggiunto l’esterno del locale gestito da Gianluca Pisacane, situato nei Quartieri Spagnoli di Napoli. Dopo un’aggressione, la vittima sarebbe stata colpita con due colpi di pistola.
L’episodio aveva portato all’arresto dei due uomini con l’accusa di tentato omicidio, un’ipotesi di reato particolarmente grave. Nel corso del procedimento, tuttavia, la contestazione è stata riqualificata in lesioni gravi, con una conseguente diversa qualificazione giuridica dei fatti.
La condanna a cinque anni di reclusione per ciascuno degli imputati rappresenta l’esito del procedimento celebrato davanti al GUP. La decisione segna dunque un passaggio rilevante sul piano giudiziario rispetto all’originaria accusa di tentato omicidio.
La vicenda aveva suscitato attenzione anche per il legame familiare della vittima con Fabio Pisacane, attuale allenatore del Cagliari. Al centro della decisione odierna, tuttavia, resta la valutazione giudiziaria delle condotte contestate e la loro riqualificazione da tentato omicidio a lesioni gravi.
























