La “bomba d’amore” di Lavitola a Ranucci: e adesso la scorta? Era stata potenziata dopo il finto attentato

0
Condividi
29 Visite

Sul caso Ranucci-Lavitola c’è un dettaglio che, stranamente, sembra interessare meno di tutti: la scorta.

Dopo il finto attentato alla Segafredo, il dispositivo di sicurezza per Sigfrido Ranucci sarebbe passato da due a otto agenti. Poi arriva la confessione di Lavitola e viene a galla la messinscena: altro che attentato, una “bomba d’amore”.

E allora la domanda è semplice, quasi banale: se la bomba era finta, la scorta resta vera?

Perché otto uomini impegnati nella protezione di una persona non sono un dettaglio burocratico: sono risorse pubbliche, mezzi e personale sottratti ad altri servizi.

Nessuno mette in discussione il diritto alla sicurezza. Ma se il motivo che ha fatto scattare il rafforzamento della protezione si è rivelato una montatura, sarebbe curioso sapere se e quando scatterà anche il percorso inverso.

La bomba d’amore, insomma, è esplosa. Ora resta da vedere se esploderà anche la domanda sulla scorta.

© Copyright redazione, Riproduzione Riservata. Scritto per: TerranostraNews
  • Fascinated
  • Happy
  • Sad
  • Angry
  • Bored
  • Afraid

Commenti