Sarà Roberto Speranza, l’uomo al vertice del ministero della Salute, tanto contestato da più parti, a guidare la lista di Campania 1 per la Camera, alle sue spalle la consigliera regionale Loredana Raia, Lello Topo e Roberta Gaeta. Nel secondo listino napoletano il capolista sarà il segretario metropolitano del Pd, il 33enne Marco Sarracino, con alle spalle Raia, Topo e Antonella Ciaramella. Sono le uniche certezze, per ora, in casa democrat. Più intricata (a dir poco) è la situazione al Senato, dove nonostante siano stati diffusi i nomi dei candidati sono arrivate sanguinose rinunce. Nelle indicazioni del partito per Palazzo Madama la lista era formata da Dario Franceschini in testa con Valeria Valente, Enzo Amendola e Giuliana Di Fiore a seguire.
Nei listini del proporzionale di Napoli della Camera sono stati infatti inseriti ai posti 2 e 3 gli stessi nomi: al 2 la consigliera regionale Loredana Raia e al 3 il parlamentare uscente Lello Topo. Dietro questa mossa ci sarebbe – per un gioco di correnti – la possibile rinuncia di Raia al seggio di Montecitorio, ove venisse eletta, per restare in Consiglio regionale. Un sistema studiato per far scattare il seggio per Lello Topo e fargli così ottenere la riconferma alla Camera. «Le donne – denuncia quindi Sgambato – sono state mortificate e, in alcuni casi, addirittura inserite più volte, per far scattare gli uomini».
Non sono le uniche fibrillazioni. Anche Enza Amato, data fino all’ultimo secondo come candidata al Senato alle spalle di Franceschini, non è stata inserita nell’elenco. Prima ancora c’era stato il caso di Umberto Del Basso de Caro che, a Benevento, aveva rinunciato già giorni prima, nell’uninominale è stato inserito Carlo Iannace, sul suo capo una condanna a 4 anni revocata in Cassazione e rimandata a giudizio nuovamente in Corte d’Appello. E poi a creare un clima pesante nel partito campano c’è l’arrivo di tre esponenti esterni alla Regione, non solo Dario Franceschini, che già era stato messo nel conto delle possibilità e che ieri ha festeggiato con un tweet la candidatura: «Sono orgoglioso, cercherò di essere la voce di questa terra straordinaria». I malumori sono soprattutto per l’arrivo di Camusso e Speranza, il ministro della Salute, tra l’altro inviso anche a Vincenzo De Luca, col quale ha polemizzato più volte. Eppure il governatore può festeggiare per aver incassato una candidatura da capolista a Salerno per suo figlio Piero (e con lui di Fulvio Bonavitacola e Luca Cascone negli uninominali). E se i proporzionali sono ancora in fase di definizione dopo le rinunce, non è più limpida la situazione negli uninominali. Ad esempio spicca il caso paradossale di Paolo Siani che sarebbe stato indicato, anziché nel suo collegio napoletano, in quello di Giugliano. Malumori ce ne sono poi sulla possibile candidatura nell’uninominale Nolano della deluchiana Paola Raia: ipotesi che non sarebbe stata concordata con gli esponenti locali. Nelle altre province è limpida la situazione nel collegio di Caserta-Benevento dove il capolista per la Camera sarà il segretario regionale del partito Stefano Graziano. Piero De Luca a Salerno guida il listino davanti a Rosetta D’Amelio. Vanno poi definiti i posti per gli uninominali della coalizione, spicca la possibilità del collegio di Pomigliano dove sarà indicato Di Maio e dove il ministro potrebbe sfidare in un derby l’ex premier Conte.























