Le strampalate convinzioni di Visconti: “Le indagini non sono sulla mia giunta”. Lo disse anche Liccardo, che poi fu sciolto per infiltrazioni malavitose

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Da dove provengano certe convinzioni del sindaco Visconti non è dato saperlo. Il primo cittadino, nel corso del consiglio comunale di ieri, rispondendo alle richieste di chiarimenti del consigliere Albano e a margine di alcune stoccate di Bertini, ha riferito testualmente di “non avere alcun timore delle indagini in corso sul comune di Marano”. Visconti ha aggiunto che tali indagini (ricordiamo che la Dda di Napoli ha acquisito numerosi atti relativi ai settori urbanistica e igiene urbana e avrebbe iscritto nel registro degli indagati quanto meno alcuni funzionari) “non sono riconducibili alla sua amministrazione. Mi dicono che sono immobile – ha detto il sindaco del Pd – quindi devo dedurre che si tratta di indagini riferite a passate amministrazioni”. Alla domanda sul dirigente dell’area tecnica Di Pace, su un eventuale suo coinvolgimento nelle inchieste in itinere, Visconti ha così risposto: “L’ho scelto io e lo difenderò sempre”.

Ora due riflessioni. Cosa spinge Visconti ad essere così certo che le indagini della magistratura non riguardino la sua giunta? Se il teorema del primo cittadino fosse corretto, dovremmo dedurre che la Dda stia indagando sulla commissione straordinaria (cioè sullo Stato Italiano) in carica a Marano dal 2017 al 2019. E’ altamente improbabile, invece, che le indagini si riferiscano al periodo di Liccardo, che ha governato dal 2013 al 2016. Per quale ragione? Semplice: Liccardo è già stato sciolto per infiltrazioni camorristiche e alcuni esponenti di quella amministrazione o consiglio comunale sono stati rinviati a giudizio nell’ambito del processo per il voto di scambio alle regionali del 2015. Si deduce quindi che le indagini su Liccardo, in buona parte riprese anche nell’ordinanza per il Pip di Marano, siano già state abbondantemente espletate.

E allora occorrerebbe andare ancora indietro? All’epoca del commissario Tramonti o ancor prima del sindaco Cavallo, rimasto in carica solo 10 mesi? O ancora prima, quando alla guida della città c’erano i vari Perrotta e Bertini?

Noi riteniamo che la sicumera di Visconti sia del tutto fuori luogo. Le indagini saranno sicuramente ad ampio raggio e nulla è da escludere a priori, ma Visconti rischia seriamente di fare la fine di Liccardo. Anch’egli, quando arrivò la commissione d’accesso agli atti, disse che le indagini erano concentrate sulle gestioni precedenti. Alla fine, però, fu sciolta la sua amministrazione e lui e altri furono ritenuti incandidabili per la tornata elettorale del 2018.

 

 

 

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